Lo stress test della Belva

Finale di stagione de I conti della Belva su Radio24, con una puntata interamente dedicata agli esiti degli stress test delle banche europee, ed all’ennesima manovra di “salvataggio” di MPS. Basterà? Quante incognite all’orizzonte? Quante ipotesi eroiche per arrivare in porto? È tutto qui, buon ascolto.

Il settimanale – 30/7/2016

I ricavi delle banche crollano, causa tassi negativi e oneri “di sistema”? Nessun problema, si trasla tutto a valle, come una gabella; Che fare di e con MPS? Questo; …Invece andremo verso disseminazione dell’infezione sino al risparmio previdenziale, approfittando di insipienza e sprovvedutezza di alcuni personaggi; Piccola spiegazione di cosa sarà e cosa rischieranno Atlante 2 ed i partecipanti al … Leggi

Niente concorrenza, abbiate fiducia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

hanno detto e ripetuto fino alla noia che il nuovo codice degli appalti è la panacea miracolosa ai mali della spesa pubblica, garanzia di trasparenza, lotta alla corruzione, legalità e concorrenza. Come sempre, però, le espressioni “concorrenza”, “parità di trattamento”, “selettività”, “prezzi di mercato”, valgono sempre per gli altri, mai per se stessi. Specie se i “se stessi” sono categorie che da una vita sono chiuse alla concorrenza e garantite da protezioni che da normative divengono spesso “sociologiche”, tanto radicata è la persuasione che dette categorie sono da considerare esenti da regole di competizione valevoli per tutte le altre imprese e professionisti.

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La rischiosa asimmetria di Atlante 2

Oggi sulla stampa emergono alcuni ipotetici dettagli dell’operazione di rimozione di 10 miliardi di sofferenze nette dal bilancio di MPS. Pare derivino da un documento riservato fatto circolare tra potenziali investitori. Non sappiamo se le cose stanno esattamente in questi termini ma molti numeri non quadrano, e l’impressione che un mostruoso accrocchio stia per vedere la luce non viene mitigata bensì accresciuta.

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Lo sventurato notaio rispose

Qui sotto potete leggere la missiva indirizzata dal presidente della Cassa Nazionale del Notariato ai propri associati, a sostegno dell’investimento in Atlante 2 per rimuovere le sofferenze di MPS a prezzi da collezionisti. La comunicazione illustra gli obiettivi della cassa notarile, cioè il do ut des chiesto a Renzi, ed è caratterizzata da una robusta naïvété di fondo, oltre che da uno sfondone logico non lieve. Una letterina che dovrebbe lasciare più che perplessi i notai.

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Fuggite con la Cassa. Per difendervi

All’indomani del patriottico annuncio del presidente di Adepp ed Enpam, Alberto Oliveti, che ha accolto la richiesta del governo per un obolo da 500 milioni in Atlante 2, il veicolo che comprerà le sofferenze di MPS (e di nessun altro, si noti), ed in attesa che le singole casse previdenziali professionali si pronuncino nel merito, si registra il no forte e chiaro, a mezzo di un comunicato, della Adc, sigla sindacale dei dottori commercialisti. Perché le criticità di questa operazione sono molte e variegate, allo stesso modo in cui il modo convulso ed emergenziale con cui il governo sta tentando di metterla in piedi resteranno nei libri di storia patria come preclaro esempio del perché l’Italia è fallita.

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Per concludere la sofferente farsa italiana

Dietro reiterate richieste di lettori, dovute probabilmente alla scarsa capacità del vostro titolare di farsi capire, oggi parliamo di quello che andrebbe fatto per porre termine all’inverecondo teatrino che le nostre cosiddette autorità, ed il codazzo dei media megafoni di complemento, hanno inscenato per gestire la tragica farsa delle sofferenze della più periclitante banca italiana e più in generale del sistema. Sperando di riuscire a farmi capire, e porre fine a domande del tipo “sei molto bravo a criticare ma all’atto pratico che proponi?” Ora ve lo dico, anzi ve lo reitero, visto che ho scritto sull’argomento più volte nelle ultime settimane, ma evidentemente in maniera criptica.

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Una tassa chiamata banca

È vero che la redditività delle banche, soprattutto europee e soprattutto italiane, è messa a durissima prova dal cocktail velenoso rappresentato da tassi negativi o nulli, peso delle sofferenze, congiuntura anemica, struttura dei costi fissi o semifissi come quello del personale, peso degli adempimenti e della regolazione, prudenziale e ordinaria. Vero anche che la concorrenza tra banche rischia di essere distruttiva, se incardinata solo sul fattore prezzo. Vero che le banche stanno quindi disperatamente cercando di aumentare i ricavi da commissioni e servizi, visto che il buon vecchio margine di interesse non si sente troppo bene.

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