Oggi sul Corriere il vicedirettore Federico Fubini intervista il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini, a cui Renzi avrebbe affidato la “cabina di regia” della politica economica. Soprattutto, Nannicini è uno degli ispiratori del Jobs Act, ed in questa veste esprime alcune valutazioni sul mercato del lavoro italiano, le sue presunte metamorfosi ed il suo futuro.
Il demokeynesiano di Rignano
Quest’oggi, in una delle sue molteplici comparsate mediatiche, il presidente del consiglio Matteo Renzi ha detto la sua circa l’insufficiente crescita italiana rispetto alla media europea. Confermandosi un singolare esempio di keynesiano fuori tempo massimo, ma soprattutto l’erede naturale della grande tradizione democristiana della spesa pubblica. Anche in questo caso abbondantemente a tempo scaduto.
Il diabolico complotto italiano contro l’Italia
Prosegue il fuoco di fila di editoriali volti a dimostrare l’esistenza di un complotto planetario contro l’Italia, di cui l’Eurozona e “Bruxelles” sarebbero gli esecutori materiali. Sfortunatamente, ogni intervento rappresenta l’ennesimo chiodo confitto nella bara della logica o, nella migliore delle ipotesi, la presa d’atto della nostra impotenza. Ma non rinunciamo a cercare il colpevole, almeno sin quando non avremo trovato uno specchio.
Il settimanale – 20/2/2016
Che accade, quando si impostano leggi di Stabilità espansive durante una fase di espansione? Che quando l’espansione rallenta o viene meno, sono guai seri; Ecco perché, per salvarsi, l’Italia necessita di tanti, ma proprio tanti, anti-italiani; Un paese anormale, dove boom (immaginari) e stagnazione (reale) convivono; In caso di manovra correttiva in primavera, ecco qualche piccolo suggerimento; Allegri, comunque: da pochi … Leggi
La grande fuga verso l’inattività
Oggi Eurostat ha pubblicato i dati di flusso del terzo trimestre 2015 sulle transizioni dalla disoccupazione nei paesi della Ue. L’analisi si propone di rispondere ad alcune domande: tra coloro che, nel secondo trimestre 2015, erano disoccupati, quanti sono rimasti tali nel terzo trimestre? Quanti hanno trovato occupazione? Quanti sono divenuti inattivi? Le risposte sono interessanti e, per il nostro paese, anche inquietanti.
I primi due anni del Machiavelli di Rignano
Dopo la nuova presa di posizione di Matteo Renzi su Europa e banche, ieri in Senato, potrebbe essere utile un riassuntino delle puntate precedenti e degli ultimi episodi in cui il nostro premier ha deciso astutamente di strappare la bandierina del patriota anti-Ue a grillini, leghisti e destri assortiti, e mettersi a picconare per ottenere quei maledetti due decimi di punto percentuale di deficit-Pil che, a parole, egli dichiara non rappresentano il suo obiettivo. Il problema è che il Nostro continua a non aver leverage negoziale, tranne che a giudizio di alcuni editorialisti che tengono famiglia. Lo schema Q&A resta quello migliore.
Gita a Nettonia
Ieri l’Associazione bancaria italiana ha introdotto una innovazione nella tipologia di dati comunicati nel proprio report mensile sul credito. Il totale delle sofferenze di sistema verrà d’ora in avanti comunicato su base netta, cioè rettificata per gli accantonamenti a perdite su crediti già effettuati dalle banche. Secondo il sindacato dei banchieri, questa non è solo una scelta “comunicativa”, a fronte di interpretazioni “fuorvianti” diffuse sulla stampa ed il mercato ma anche una indicazione alla Bce che deve “tenerne conto”. Ohibò.
Piccoli aiuti di stato crescono
Per tutti i patrioti che si sdegnano per il fatto che ad altri paesi viene concesso l’utilizzo di soldi pubblici per salvare proprie banche ed imprese, mentre alla povera piccola Italia (che tante risorse fiscali potrebbe gettare sul piatto) questa opportunità tende ad essere negata, costringendoci ad acrobazie del tipo Poste in Alitalia con mirabili sinergie, arriva una bella notizia: anche noi possiamo finalmente spendere un pochino di tasse per salvare le nostre banche.