di Vitalba Azzollini

I temi della demografia, della sostenibilità del sistema pensionistico e dell’immigrazione hanno trovato spazio anche nelle Considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, a margine della Relazione annuale per il 2018. Sono temi trattati negli ultimi anni anche dall’ex presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ne ha parlato anche in occasione dell’ultimo Festival dell’Economia di Trento.

di Vitalba Azzollini

La narrazione del ministro dell’Interno sul tema dell’immigrazione è stata finora incentrata sulla sua figura di difensore dei cittadini italiani dall’invasione degli stranieri. Ma come ogni narrazione costruita ad arte per attrarre consensi, anche questa non può che seguire il vento della politica e adeguarsi secondo convenienza.

di Vitalba Azzollini

La Giunta per le immunità si è espressa sul caso Diciotti, come ormai noto. Uno degli argomenti più utilizzati per motivare il voto favorevole al ministro Matteo Salvini è stato quello secondo cui i politici non vanno contrastati con mezzi giudiziari. Si tratta di un argomento la cui logica è fallace. Infatti, chi era chiamato a decidere sulla domanda di autorizzazione a procedere non votava per impedire o favorire l’ingerenza della magistratura in una qualche scelta programmatica dell’esecutivo; bensì per valutare se il trattenimento a bordo dei migranti – cioè la privazione della libertà personale – fosse avvenuto “per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico”, in base alle deduzioni del Tribunale dei Ministri.

Pensavo di risparmiarmi e risparmiarvi un commento sull’ultimo spin d’accatto dei pentastellati, che si portano dietro sia la Lega che un ridicolo partitello nativista e identitario che tanto s’offre. Ma se non commentassi sul tema, l’asserito “colonialismo monetario” francese su 14 paesi centrafricani, potrebbe sembrare che non ho argomenti e che i nostri spinner fulminati ci hanno preso. Sicuramente vi hanno preso. Per i fondelli.

di Vitalba Azzollini

Nei giorni in cui l’attenzione dell’opinione pubblica era focalizzata sull’approvazione della legge di Bilancio, è passata quasi sotto silenzio la circolare del Ministero dell’Interno riguardante il decreto in tema di sicurezza e immigrazione (d.l. n. 113/2018, convertito nella l. n. 132/2018). Va rammentato che quest’ultimo è stato oggetto di critiche sin dalla sua emanazione, sia per i profili di incostituzionalità che presenta, sia per gli impatti che è destinato a produrre. E forse non a caso la circolare, anziché assolvere alla funzione tipica di questo genere di atti – cioè sciogliere i dubbi sulla legge, fornire criteri di interpretazione delle disposizioni dubbie, dirimere i nodi di illegittimità rilevati – pare piuttosto finalizzata a contrastare le critiche al decreto e, al contempo, rafforzare lo storytelling del ministro sull’argomento. Essa, infatti, magnifica le politiche salviniane sull’immigrazione, celebrandone il culmine raggiunto col decreto suddetto: in questo senso, l’atto del ministro è un capolavoro di mistificazione.

di Vitalba Azzollini

I politici pro tempore al potere possono fare sostanzialmente ciò che vogliono, nel rispetto dei paletti dell’ordinamento, com’è ovvio. Quindi, può anche capitare che decidano di sovvertire l’orientamento espresso da chi li ha preceduti, annullandone le decisioni, perché in disaccordo con le idee che ne erano alla base. Se, invece, accade che le forze al potere facciano retromarcia rispetto a quanto da esse stesse affermato solo poche settimane prima, e senza che nel frattempo siano mutati elementi del contesto, allora la questione diventa più imbarazzante. Ancor più imbarazzante è, poi, il cambio di indirizzo giustificato da motivazioni prive di concreto fondamento. Non sembra, invece, provare alcun imbarazzo nessuno degli attori dell’attuale legislatura, dopo che il governo italiano ha annunciato che non firmerà il Global Compact for Migration (GCM) l’accordo in tema di migrazioni elaborato in sede Onu.

di Vitalba Azzollini

Si osserva sempre più spesso che i politici compiacciono “la pancia” dell’elettorato, che “la pancia” guida le scelte della gente, che le decisioni di chi detiene pro tempore il potere determinano reazioni “di pancia” da parte dell’opinione pubblica. A fronte di questa tendenza, serve usare la testa, per compensare quella razionalità di cui sovente si avverte la mancanza; e serve altresì ricorrere al diritto, che è una solida àncora quando l’emotività sembra prendere il sopravvento.

Ieri il premier italiano, Giuseppe Conte, ha incontrato l’azzoppata cancelliera tedesca, Angela Merkel. Nel corso dell’incontro, Conte avrebbe sollevato due temi cari agli italiani: la gestione dei flussi migratori e le risorse europee per finanziare la spesa sociale. Sono punti che Conte doveva toccare, ma le aspirazioni italiane saranno frustrate. E non potrebbe essere altrimenti.