Oggi sul Corriere c’è un editoriale che ricorda a noi italiani perché stiamo inesorabilmente affondando, peraltro non da ieri. Non sono concetti rivoluzionari né inediti: stranamente sono però assenti da sempre dal dibattito pubblico italiano, troppo assorbito a discettare di austerità che non esiste, di Germania cattiva, di uscite dall’euro che ci porteranno in paradiso senza passare dal via, ma anche di mance elettorali continue, fatte confortevolmente a deficit, senza che questa persistente festicciola fiscale produca risultati minimamente positivi. Eppure, basterebbe osservare il comportamento di alcuni “canarini nella miniera” per rendersi conto di quanto la sabbia nella clessidra italiana stia scorrendo, inesorabilmente.

Frasi su cui riflettere:

«Gli errori e la negligenza prodotti da regolazione e supervisione irlandesi sono pagati dai contribuenti di quel paese – ma espongono anche gli altri a rischi enormi. L’intero sistema bancario d’Europa è influenzato da ciò che accade in quel paese. Ad esempio, il modo opaco in cui la scorsa primavera si sono svolti gli stress test bancari in Irlanda ha indebolito la credibilità degli stress test in tutti i paesi. In un  mercato realmente integrato la supervisione non può rimanere decentralizzata perché le decisioni che i supervisori assumono non influenzano solo i contribuenti nazionali»