Il mercato del lavoro italiano di settembre segnala una disoccupazione in risalita, da 9,6% a 9,9%. Eppure, così come non c’era da esaltarsi per la precedente discesa, non ci sono particolari elementi per deprimersi su questo dato. Che, anzi, pare suggerire la lungamente attesa “riattivazione” di molte persone. Anche se riuscire trovare lavoro è ovviamente altro discorso.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

a sei mesi circa dall’avvio del Reddito di Cittadinanza, ancora non si sono visti gli effetti sull’occupazione, perché non è partito il sistema di chiamata dei beneficiari finalizzato ad attivare con loro azioni di riqualificazione e ricerca di lavoro. Come dice, Titolare? C’era da aspettarselo? In effetti, l’impianto normativo è scritto in modo estremamente confusionario, seppur guidato da ottime intenzioni.

Pubblicato da Istat il dato sul mercato italiano del lavoro in agosto. Balza all’occhio il robusto calo della disoccupazione, scesa al 9,5% da 9,8% rivisto di luglio. Ottima occasione per fare un po’ di esercizi di aritmetica e mettere a tacere i festeggiamenti. Lo so, rischio di diventare monotono e probabilmente più che un rischio è già una certezza, ma lo sono anche i trombettieri dell’ottimismo infondato.

In Italia, quando si parla di lavoro, c’è sempre la tendenza a produrre una propaganda malata e distorta, ben più che in altri paesi occidentali. Prendiamo i dati di maggio, pubblicati ieri da Istat. Sono dati in complesso positivi ma che pongono anche domande, per alcune evidenti “anomalie”, come l’apparente disconnessione tra mercato del lavoro e congiuntura. Malgrado ciò, la macchina della propaganda becera, quella che ben si attaglia al paese primatista mondiale di analfabeti funzionali e di Neet, ha trovato l’abituale amplissimo spazio.

Qualche mese addietro mi sono occupato del disegno di legge pentastellato, a prima firma della senatrice Nunzia Catalfo, che punta a fissare un salario minimo legale. Iniziativa senza dubbio nobile ma che, per i modi in cui è declinata, finisce ad essere l’ennesima pietra sulla strada delle infernali buone intenzioni. Il rischio, oltre a fughe nel sommerso, è di far saltare la contrattazione collettiva. Vado pazzo per i piani ben riusciti.