Il 10 giugno si voterà per impedire alle banche di fare credito se non possiedono tutta la liquidità del denaro prestato

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il prossimo 10 giugno gli elettori svizzeri si pronunceranno sull’iniziativa referendaria denominata “Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale! (Iniziativa Moneta intera)“, che se approvata impedirebbe alle banche commerciali di “creare moneta” mediante il moltiplicatore dei depositi (cioè facendo prestiti senza disporre dell’intera somma), e le costringerebbe a prestare solo i fondi di cui sono in possesso, in rapporto di uno ad uno.

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nel febbraio 2014, a seguito di una votazione popolare decisa da 20 mila voti di differenza, la Svizzera ha inserito nella propria Costituzione la determinazione di tetti massimi per i permessi di dimora e contingenti annuali per tutti gli stranieri, calcolati in funzione dei bisogni dell’economia, inclusi i lavoratori provenienti dalla Ue. Si è inoltre stabilito che sul mercato del lavoro la preferenza dovesse essere data agli svizzeri. Ciò implicava la rinegoziazione dei trattati internazionali contrari a queste regole, l’accordo di libera circolazione delle persone con la Ue. L’esito referendario assegnava tre anni di tempo al parlamento elvetico per disciplinare il nuovo precetto costituzionale.

Il Financial Times segnala che le casse dell’erario svizzero quest’anno saranno beneficiate da un piccolo surplus indotto dai tassi negativi in essere nella Confederazione. L’avanzo, stimato in 2,2 miliardi di franchi rispetto alla previsione di un lieve deficit, è la conseguenza del desiderio dei contribuenti di liberarsi dei saldi liquidi sul proprio conto corrente, per evitare di subire un prelievo aggiuntivo per opera dei tassi negativi.

Nel febbraio 2014 un quesito referendario di rango costituzionale (una di quelle meravigliose forme di democrazia diretta che la Svizzera mostra con legittimo orgoglio al mondo), ha stabilito, con uno scarto di soli 20 mila voti, che entro tre anni la Confederazione avrebbe dovuto fissare tetti massimi per i permessi di soggiorno e contingenti annuali per tutti gli stranieri, determinati in funzione dei bisogni dell’economia.

Come segnala il Financial Times, in Svizzera i tassi d’interesse negativi stanno causando un fenomeno singolare: i cantoni chiedono ai contribuenti di non anticipare il versamento delle imposte, ma di attendere l’ultimo momento utile, ed in alcuni casi persino oltre. Ma nell’informazione c’è anche una chicca, che mostra le attenzioni di cui sinora erano fatti oggetto i contribuenti che versavano le imposte in anticipo. Ennesima conferma di quanto la Svizzera sia un pianeta a parte, soprattutto per noi italiani.

Il Financial Times si occupa del contraccolpo che il tasso zero (ma ormai sempre più spesso negativo) è destinato ad infliggere ad assicurazioni e fondi previdenziali. In particolare alle prestazioni contrattualmente fissate in altra era geologica, quella in cui i rendimenti obbligazionari erano confortevolmente positivi. Il mondo è cambiato, almeno così pare. Chi non si attrezza è perduto. Ma anche chi lo fa, rischia di avere scompensi non lievi, di vario tipo.

Durante il fine settimana, gli svizzeri hanno bocciato a schiacciante maggioranza la proposta referendaria di rendere esentasse gli assegni erogati dai datori di lavoro e destinati al mantenimento dei figli e quelli per la formazione. Quello che lascia basiti, da questo lato del confine, sono le motivazioni del fronte del no. Ennesima conferma che gli svizzeri sono degli alieni planati sulla terra ed insediatisi nel cuore dell’Europa.