di Mario Seminerio – Libertiamo

Lo scorso 28 settembre, durante l’annuale discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Parlamento europeo, il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha presentato la proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie (Financial Transaction Tax, FTT), destinata ad entrare in vigore dal 2014 e basata sull’aliquota dello 0,1 per cento per transazioni in azioni ed obbligazioni, e dello 0,01 per cento per operazioni in derivati (che si basano su controvalori nozionali mediamente molto elevati). La proposta prevede che siano assoggettati ad imposizione tutti i soggetti residenti nell’Unione europea.

Mercoledì primo agosto rappresenta una data storica. Anzi, solennelle, visto che quel giorno entrerà in vigore la Tobin Tax francese, voluta da Sarkozy e confermata da Hollande. Come spiega un commento di Bloomberg, l’aliquota sarà pari allo 0,2 per cento (doppio di quanto originariamente previsto da Sarkozy), e la gabella applicata alle compravendite dei titoli azionari di società con capitalizzazione eccedente il miliardo di euro (non è dato sapere perché quelle più piccole siano escluse, ma non è importante), oltre che alle operazioni di trading ad alta frequenza ed ai credit default swap “nudi”, cioè quelli in cui si compra protezione senza possedere titoli di debito dell’emittente sottostante.