Dopo mesi di annunci, il consiglio dei ministri ha finalmente approvato fin nei dettagli il reddito di cittadinanza e quota 100 (anticipo pensione). Solo per il 2019 costerà 10 miliardi ed interesserà una platea teorica di 10 milioni di persone. Entrambi i provvedimenti avranno però dei limiti: temporali per l’anticipo della pensione (sperimentazione di tre anni), e di spesa (6 mld per il 2019) per il reddito di cittadinanza.

La legge di bilancio sarà pure legge ma il suo contenuto resta ancora misterioso. Noti i numeri dei saldi e l’ammontare del deficit, il resto rimane ancora da scoprire.
Reddito e pensioni di cittadinanza, così come quota 100, restano incredibilmente ancora alla mercé della trattativa tra M5S e Lega.
Ne parliamo con Mauro Maré, ordinario di Scienza delle finanze alla Luiss ed esperto di welfare.

Con mercati azionari globali sempre più volatili e psicolabili, tra dati di economia reale altalenanti e sempre minore visibilità sulla congiuntura, analizziamo l’anno che abbiamo di fronte, incluso lo psicodramma Apple. Canarino nella miniera dell’economia globale o problema aziendale?

L’accordo sulla legge di bilancio dell’Italia rappresenta forse la somma di due debolezze. Quelle dell’Italia, che di fronte alla procedura d’infrazione minacciata dalla Commissione ha ridotto di 10 miliardi l’entità della manovra ma anche quelle di Bruxelles, che nonostante il giudizio poco lusinghiero sulla legge, dà la sua approvazione.

Mentre i dati macroeconomici globali segnalano rischi di rallentamento generalizzato, e le borse reagiscono di conseguenza, cioè scendendo, in Italia le imprese continuano a manifestare la proprio insofferenza verso l’operato del Governo.
In tutto il nord Italia sono scese in piazza per far sentire la propria voce e per rivendicare meno fisco e burocrazia, più infrastrutture e misure per la crescita economica.

Dopo mesi di attesa e qualche timida apertura verso il governo, il mondo delle imprese logo-r24-newsembra ora aver perso la pazienza. In tutto il Nord Italia, da settimane, si susseguono appelli, iniziative e manifestazioni contro l’inerzia della politica ma anche contro alcuni provvedimenti dell’esecutivo, come il decreto dignità, accusati di ostacolare la crescita economica.
Ne parliamo con Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato che farà la sua manifestazione nazionale il 13 dicembre a Milano, e con Bepi Covre, imprenditore del “profondo Est”, già deputato leghista ed amministratore locale.

logo-r24-newDopo la manifestazione di Torino a favore della Tav, si moltiplicano, in molti territori ad alta vocazione imprenditoriale, le iniziative per chiedere alla politica una maggiore attenzione allo sviluppo ed alla crescita economica.
Ne parliamo con Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova.

Ai Conti della Belva, con Oscar Giannino, Carlo Alberto Carnevale Maffè, Mario Seminerio e Renato Cifarelli, partiamo innanzitutto dai temi economici e politici della settimana.
logo-r24-newTorniamo a parlare della manovra economica del Governo, che, seppur ancora sulla carta ha già provocato i suoi effetti. Spread stabilmente oltre i 300 punti e bocciatura da parte dell’Unione europei sono, fuori di propaganda, fatti concreti e rappresentano già un’ipoteca sul futuro.

logo-r24-newPolitica insensibile agli allarmi delle categorie produttive. Il presidente degli industriali di Brescia, alla locale assemblea degli imprenditori, non ha usato giri di parole per descrivere la distanza tra mondo dell’industria ed il Governo sulle vere emergenze dell’Italia. Ne parliamo con Giuseppe Pasini, presidente di AIB (Associazione Industriale Bresciana).