Iniziamo come al solito con i fatti della settimana, con le stime Ocse sulla frenata dell’economia globale e di quella italiana, con immancabili riflessi sulla difficile elaborazione della legge di bilancio 2020. A questo proposito, parliamo anche della nuova passione della politica italiana, il deficit verde, con la falsa partenza del decreto ambiente, e di come cambieranno o potrebbero cambiare le norme fiscali europee (spoiler: non sarà comunque tana-deficit libera tutti).

Finale di stagione, la quinta ed ultima, per le Belve. Un riepilogo di quello a cui crediamo, tendiamo e puntiamo, col nostro modo di comunicare. Il tutto solcato da una playlist da Belve. Grazie a tutti quelli che ci hanno seguito in questi anni, incluso chi ha manifestato problemi comporta-mentali ed esistenziali. Lieti di aver esercitato un ruolo terapeutico nella mattina del sabato.

Partiamo con l’attualità politica ed economica della settimana, in particolare con la formazione dell’azionariato Alitalia: a settembre, su questi schermi, il piano industriale ma da subito la politica frigna sulle rotte interne minacciate di soppressione. Aspettiamo che i viaggiatori ferroviari, dopo il balzello dei 2 euro per scegliere il posto sulle Frecce, contribuiscano.

Iniziamo come al solito con l’attualità interna ed internazionale, col trionfo del governo italiano in Europa, della correzione di bilancio che non lo era ma che sottrarrà comunque otto miliardi all’economia del paese, ma che ha causato un rally del Btp (pure coincidenze, per carità), e delle “soglie psicologiche” di un paese la cui economia stagna ma che secondo qualcuno ha un mercato del lavoro vibrante. Seguono i due temi centrali della puntata.

Infuria la battaglia a Bruxelles per la nuova Commissione e per l’avvio della procedura d’infrazione per eccesso di debito nei confronti dell’Italia. La lettera alle istituzioni UE del premier Conte non ha sortito gli effetti sperati ma c’era da aspettarselo, dati gli argomenti sollevati.

Iniziamo come sempre con l’attualità economica e finanziaria della settimana, con la pressione che i paesi Ue (e non gli “ottusi burocrati di Bruxelles”) stanno esercitando sul nostro paese per attuare una correzione dei conti che eviti la procedura di infrazione per debito eccessivo. Parliamo anche del grande “successo” del Tesoro italiano e di alcune nostre banche a piazzare il proprio debito. Seguono due temi di approfondimento principale.

Sono oltre 100 i tavoli di crisi aperti presso il ministero dello sviluppo. Le settimane scorse si è parlato del fallimento di Mercatone Uno, questa settimana di Whirlpool, che vorrebbe chiudere lo stabilimento di Napoli dopo aver anche beneficiato di consistenti aiuti pubblici. In Italia infatti pur di non chiudere anche aziende decotte si preferisce prolungarne l’esistenza in vita sine die fino al governo successivo.