Poi non dite che la colpa è dei mercati

Mercoledì primo agosto rappresenta una data storica. Anzi, solennelle, visto che quel giorno entrerà in vigore la Tobin Tax francese, voluta da Sarkozy e confermata da Hollande. Come spiega un commento di Bloomberg, l’aliquota sarà pari allo 0,2 per cento (doppio di quanto originariamente previsto da Sarkozy), e la gabella applicata alle compravendite dei titoli azionari di società con capitalizzazione eccedente il miliardo di euro (non è dato sapere perché quelle più piccole siano escluse, ma non è importante), oltre che alle operazioni di trading ad alta frequenza ed ai credit default swap “nudi”, cioè quelli in cui si compra protezione senza possedere titoli di debito dell’emittente sottostante.

Il governo francese non farà affidamento su questo strumento per fare cassa, visto che le stime di gettito previste per quest’anno sono pari a 170 milioni di euro, che saliranno a 500 milioni il prossimo anno. E’ probabile che queste stime siano di tipo statico, cioè non prendano in considerazione le reazioni degli agenti economici alla nuova tassazione: tipicamente, spostare l’operatività su piazze estere che non applicano il balzello. Come suggerisce Bloomberg, alcuni investitori faranno ricorso ai CFD (contract for difference) per aggirare il divieto, e ad altre forme di total return swap. Altri si sposteranno fuori confine, altri ancora (tipicamente gli investitori istituzionali “patriottici”) dichiarano fin d’ora che ridurranno la movimentazione dei portafogli, e che comunque le azioni large cap interessate dal provvedimento sono il nucleo centrale di ogni portafoglio, e sono per definizione poco movimentate. Alla fine, con tutta evidenza, il balzello sarà pagato dagli sfigati piccoli risparmiatori, e finalmente alla speculazione verranno spezzate le reni.

E pensate che questo giochino funge da merce di scambio all’euromercato delle vacche, praticamente ad ogni vertice. Se questa gente non capisce quello che accade ma è mossa solo da motivazioni demagogico-populistiche, è difficile incolpare i mercati quando i colpi di mortaio ci arrivano in testa.

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