Il debito pubblico del Paese è basso, la situazione è rimediabile ma il rapporto tra politica ed economia fa temere il peggio

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Gli ultimi giorni hanno visto una vera e propria tempesta su moneta e titoli di stato della Turchia, peraltro già da tempo in tensione. Gli investitori hanno atteso il catalizzatore per un violento attacco speculativo contro un paese che da tempo è caratterizzato da ampi squilibri macroeconomici.

Oggi sul Corriere, a pagina 15 del cartaceo e online qui, si può trovare un commento a firma di Monica Ricci Sargentini sulla nuova inquietante stagione di delazioni di massa che la Turchia di Erdogan sta vivendo. Leggendolo, mi ha colto la sensazione di déjà vu, o meglio déjà lu. Mi sono quindi sovvenuto di una inchiesta del Financial Times a firma di Laura Pite, corrispondente da Ankara del quotidiano britannico, comparsa online lo scorso 16 marzo. In effetti, i due pezzi hanno una certa aria di famiglia per tema, struttura ed aneddotica.

Ripetiamolo ad nauseam, a beneficio degli ottusi: quella nave andava fermata, anche in modi ruvidi. Ma farlo a […]