Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Era una notte buia e tempestosa

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Sul sito del governo italiano, tutta l’epica delle gesta notturne del premier che salvò un intero continente.

Merita copiaincollare per esteso, enfasi nostra (come se non ve ne fosse abbastanza):

Un impulso fondamentale allo sblocco dei serrati negoziati sul piano di salvataggio dell’euro ieri all’Ecofin l’ha dato il Presidente Berlusconi quando, poco prima dell’1 di notte, ha chiamato al telefono il Cancelliere Merkel. Fino a quel momento le trattative a Bruxelles si stavano arenando sulle diverse proposte presentate che non riuscivano a raccogliere il necessario consenso.

Nel corso della frenetica giornata di ieri a Bruxelles, il Presidente del Consiglio si era mantenuto in stretto contatto con i suoi principali omologhi europei, con il Presidente Barroso, con il Commissario Tajani e con il Ministro delle Finanze Tremonti. A complicare ulteriormente lo scenario stava contribuendo purtroppo l’improvvisa indisposizione del ministro delle Finanze tedesco.

La lotta contro il tempo per arrivare ad un risultato utile prima dell’apertura dei mercati asiatici si faceva, quindi, sempre più serrata.

In questo contesto si moltiplicavano i contatti tra le cancellerie e i relativi sherpa, impegnati a trovare una soluzione che potesse soddisfare le rispettive esigenze.

A questo punto è arrivata la telefonata del Presidente del Consiglio al Cancelliere Merkel e successivamente si è materializzata sul tavolo del negoziato una nuova bozza di compromesso, poi tradotta nell’accordo finale.

Con il cuore gonfio di orgoglio per questo ennesimo risolutivo intervento, che fa seguito a quello che, un paio di anni fa, ha salvat0 più di 400 banche in tutto il pianeta, ci permettiamo di suggerire al premier di aprire una sessione parlamentare permanente, finalizzata alle riforme di struttura necessarie ad accrescere il nostro potenziale e la nostra produttività. Diversamente, andremo incontro a molte altre notti di tregenda, e senza il lieto fine posticcio di quella di ieri.

P.S. Nel caso interessi a qualcuno, la produzione industriale italiana nel mese di marzo è diminuita dello 0,1 per cento sul mese precedente, a fronte di stime di consenso che ipotizzavano una crescita dell’1 per cento. Ma sui giornali vi diranno solo che su base annua è cresciuta di “ben” il 6,4 per cento.

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