Ieri sera, nel corso della puntata di Porta a porta che lo ha visto protagonista, Silvio Berlusconi ha spiegato perché, a suo giudizio, la legge Fornero non è da cancellare ma solo da modificare, e lungo quali linee. Il risultato è stato l’equivalente di una gravidanza ma solo parziale.

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La campagna elettorale permanente, che avvolge il dibattito pubblico italiano con i suoi vapori d’oppio mentre fischiano proiettili d’argento, è entrata nella fase allucinatoria che precede la consultazione. Le proposte dei maggiori partiti, in politica economica, sono un mix di pensiero magico, assurdità conclamate e audaci sfide al senso comune, in una sorta di baccanale dove l’unica cosa che conta è spendere per prendersi la rivincita su un’ancestrale deprivazione.

Il frastuono di promesse psichedeliche che accompagna la campagna elettorale siciliana è solo la prova generale di quanto ci attende alle politiche del prossimo anno. Una regione fallita da molti anni diventa il “laboratorio” dove si producono narrazioni sempre più inverosimili. Quello che colpisce è il ritorno del maggior narratore dell’ultimo quarto di secolo, protagonista di una stagione di fallimenti che oggi qualcuno rivive con nostalgia, stante l’inesorabile logoramento che la realtà esercita sul paese.

In questi giorni agostani, tra gli innumerevoli dibattiti italiani destinati a plasmare il futuro di nulla e nessuno, è tornato ad avere spazio quello sulla seconda moneta domestica, da affiancare all’euro. So quello che state pensando: “e che palle, ancora questa cazzata?”. Lo so e vi capisco, portate pazienza. Oggi non parliamo nello specifico di quella proposta, rilanciata dal redivivo Silvio Berlusconi per tenere in coalizione leghisti e destri assortiti della sua nuova-vecchia coalizione. Ogni leader politico ha il diritto di usare gli argomenti e la paccottiglia che preferisce, per raggiungere l’obiettivo. Soprattutto in un paese di gonzi come l’Italia.

Intervista del direttore del Foglio, Claudio Cerasa, a Silvio Berlusconi. Nel corso della quale l’ex premier discute a tutto campo il passato, il presente ed il futuro del relitto che va alla deriva in mezzo al Mediterraneo chiamato Italia, della sua classe politica, di legge elettorale, crescita economica, populismi e quant’altro. Precisiamo che non c’è nulla di epocale ed assai poco di inedito. È il solito Berlusconi, che rilegge la storia à la carte, fa proposte bislacche e cerca di accreditarsi come il perenne “uomo nuovo” della politica, da ottuagenario che bivacca a Palazzo e dintorni da soli 23 anni. C’è tuttavia qualche spunto più bizzarro di altri.

Intervistato da Repubblica, in attesa di vedere avverarsi il sogno di un governo di grande coalizione con Matteo Renzi, che si formerà per effetto di una legge elettorale proporzionale, ed in cui padre e figlio potranno finalmente duettare affabulando gli italiani, Silvio Berlusconi reitera la sua ultima “proposta”, che si inscrive a pieno titolo nel solco del suo grande mestiere di entertainer dalla irresistibile vena comica.