Andrà molto peggio, prima di andare meglio

Una storia italiana di successo

in Economia & Mercato/Italia

Invio di lettera attraverso il sito di Poste Italiane. Ora la corrispondenza ordinaria si chiama Posta4 e, come si legge dalla descrizione del servizio, prevede la consegna degli invii

– In quattro giorni lavorativi successivi a quello di accettazione per almeno il 90% dei casi
– In sei giorni lavorativi successivi a quello di accettazione per almeno il 98% dei casi

Che in effetti è un tempo di spedizione molto celere, e che forse esprime la ribellione dei nuovi umanisti contro i ritmi vorticosi delle nostre stressate esistenze. Dopo lo slow food, ecco la slow mail.

Le tariffe? Partono da 0,95 euro per invii di formato standard e peso sino a 20 grammi. Per chi invia online, poiché in questo paese amiamo la tradizione e di conseguenza applichiamo maggiorazioni ai servizi digitali, il costo è di 1,07 euro. Il tutto oltre Iva, che porta il totale a 1,12 euro. Sino a poche settimane addietro il costo era di 0,92 euro, oltre Iva.

E la posta prioritaria, quella con recapito il giorno dopo? Esiste ancora, che diamine. Ora si chiama Posta1 ed è offerta al modico prezzo di partenza di 2,80 euro, per invii sino a 100 grammi. Peccato che la posta prioritaria, da maggio 2006, fosse lo standard di consegna della corrispondenza ordinaria, ed avesse standard di consegna al primo giorno lavorativo successivo per la città e ad secondo per tutte le altre destinazioni. Ah, e nel 2013 costava 0,80, pensate. La “rimodulazione” delle tariffe (il termine più amato dai predatori italiani, come noto), e la “risegmentazione” del “mercato” è avvenuta nelle more del processo che ha portato Poste Italiane in borsa.

Una piccola ed inutile comparazione: in Germania la posta ordinaria costa 0,62 euro, senza Iva, che non è prevista, e nel 90% dei casi viene consegnata dopo 1 giorno lavorativo, fino ad un massimo di 4 giorni per la totalità degli invii. Qui se volete sapere qualcosa di più sugli standard qualitativi di Deutsche Post.

Da queste piccole note consegue una altrettanto piccola “morale” (su note ironiche, mi raccomando):

  • Le “privatizzazioni” italiane sono sempre al servizio dell’utenza;
  • La Germania è aiutata in modo vergognoso dall’euro, come noto;
  • A noi italiani ci ha fregato il liberismo. Oltre che i parolai.
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