Andrà molto peggio, prima di andare meglio

I gemelli Renzi e le banche italiane

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Caro direttore…” inizia canonicamente la letterina al Sole vergata da Matteo Renzi. In essa, l’ex premier fa mostra della sua non comune capacità di leggere le grandi tendenze dell’economia italiana, e mena giusto vanto per essere riuscito a correggere per tempo le degenerazioni presenti -ad esempio- nel nostro sistema bancario. Perché il lavoro di squadra è tutto ed i gemelli Renzi sono affiatatissimi, oltre ad avervi già informato da tempo su come sarebbe andata a finire.

Siamo stati miopi o più propriamente ciechi, signora mia:

«Per lungo tempo, già in piena crisi economico-finanziaria, nel nostro Paese non si è avuta da parte della maggioranza degli economisti, degli opinionisti e dei media la percezione dello stato di dissesto e/o della cattiva gestione di diversi istituti bancari italiani» (Matteo Renzi, 7 marzo 2017)

Con l’occasione, scopriamo quindi che Renzi è anche economista, opinionista e medium (singolare di media):

«Non c’è rischio sistemico, le banche italiane sono molto più solide» di tante banche europee e «non cambierei il sistema bancario con quello tedesco nemmeno sotto pagamento». Lo ha detto il premier Matteo Renzi, durante la conferenza stampa di fine anno (Ansa, 29 dicembre 2015)

Quindi il sistema appariva solido, a parte singoli episodi, ma era in realtà un’illusione:

«Se si eccettua la crisi conclamata del Monte dei Paschi di Siena, sulle cui responsabilità politiche chiedo invano da anni che si discuta in modo serio, la “questione banche” sembrava praticamente non esistere. Eppure, in base agli ultimi dati disponibili, le perdite aggregate lorde di esercizio delle sole prime dieci banche popolari italiane nel periodo 2011-2016 hanno quasi raggiunto cumulativamente i 20 miliardi di euro (si veda la tabella in pagina). Una cifra enorme» (Matteo Renzi, 7 marzo 2017)

Nel frattempo quei singoli episodi di crisi hanno avuto il lieto fine, e Renzi per primo diede la lieta novella:

«[…] mentre dal ministro Pier Carlo Padoan sono arrivate parole di fiducia sulla solidità dell’istituto [MPS], il premier l’ha definita “un ottimo affare” per chi investe lasciando la soluzione al mercato su un eventuale partner italiano o estero: “oggi è risanata – ha ribadito Matteo Renzi – è un bel brand» (Ansa, 21 gennaio 2016)

Per fortuna i gemelli Renzi vigilano, così possono correggere anche errori di valutazione di qualcuno di loro:

[…] Così Matteo Renzi evidenziando che «alcune delle banche italiane sono tra le più solide al mondo, per alcune serve uno sforzo ma tutto il sistema del credito sa di avere un paese forte e solido e che in questo clima è un ottimo investimento» (Ansa, 21 gennaio 2016)

In effetti, la crisi era limitata a pochi episodi, tra cui MPS, che però è stata risanata da oltre un anno, ci sono forti perdite nel settore delle popolari (e non solo in quello, caro smemorato di Rignano!), ma il sistema bancario era terribilmente solido, mica come quello tedesco! Ecco perché oggi Renzi, nella letterina al Sole, può giustamente inorgoglirsi:

«Sollevato il velo che copriva i reali conti patrimoniali dei due istituti, i valori delle azioni di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, fissati dai vertici delle due banche senza alcun reale riferimento di mercato, si sono pressoché azzerati. E senza il deciso intervento del Governo e la riforma delle banche popolari da esso voluta è facile immaginare quali maggiori perdite si sarebbero potute produrre tra i risparmiatori se le due banche avessero continuato a operare con i vecchi vertici e con la vecchia strategia (magari anche con qualche nuovo disastroso aumento di capitale a prezzi fuori mercato) fino al definitivo e inesorabile fallimento, con il coinvolgimento anche dei depositi non garantiti» (Matteo Renzi, 7 marzo 2017)

Certo, perdio! Se non ci fosse stata la riforma delle popolari, le due venete avrebbero fatto un disastroso aumento di capitale a prezzi fuori mercato e sarebbero finite male! Invece, grazie alla riforma delle popolari, le due venete hanno fatto un disastroso aumento di capitale a prezzi fuori mercato, pagato da Atlante, ed ora sono modelli di efficienza e redditività, non due involucri vuoti che attendono miliardi di soldi pubblici e del sistema bancario per tentare di evitare la risoluzione. E che caspita. Se voi non foste accecati dall’odio verso Renzi, avreste già realizzato che quest’uomo (anzi, questi uomini, lui ed i suoi gemelli) è stato e sarà decisivo per salvare questo sciagurato ed irriconoscente paese. Perché Renzi è il meglio che oggi la politica italiana possa offrire. Anche per questo il paese è spacciato.

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