La sinistra e le sue “fonti di ispirazione”

Qualche anno fa mi è capitato di leggere un commento di un esponente dei Ds (allora Pds). Si era nel pieno della trasformazione culturale del partito, cambiavano i modelli di riferimento, occorreva rielaborare la propria tradizione per rispondere a nuove sfide, all’accresciuta complessità di una società occidentale dove le categorizzazioni marxiste stavano perdendo significato, con la comparsa di un nuovo centro e di nuovi lavori. Questo esponente Ds diceva: “Non diventeremo mica un partito radicale di massa?”, quasi inorridendo di fronte a tale ipotesi. Questa considerazione mi ha molto colpito, e ancora oggi, a distanza di anni, continuo a rifletterci, soprattutto ora, che la guerra, e in definitiva il post-11 settembre, stanno così profondamente modificando le nostre visioni del mondo, e ci spingono a riflettere per costruirci un “nuovo ordine mentale”, prima che mondiale.

Quali sono, ad oggi, le “fonti del diritto” del pensiero progressista? Difficile una risposta univoca, sono certamente molte le sinistre… credo tuttavia di poterne identificare alcune:

1. La critica della globalizzazione;

2. L’esigenza di un “nuovo ordine internazionale”;

3. L’esigenza di creare un dialogo interculturale e interreligioso;

4. La critica aspra degli Stati Uniti e del loro modello culturale:

5. Il pacifismo ad ogni costo, “senza se e senza ma”.

In questi temi portanti, la sinistra trova come principale “alleato” il papa. Fin qui, nulla di male. Si potrebbe dire che il pontefice rappresenti valori universali e universalistici (altre fedi permettendo..), e quindi potrebbe essere visto dalla sinistra come un ideale “compagno di strada”. Ma cosa pensa di fare la sinistra su tutti gli altri “temi forti” vaticani? Cosa pensa di fare sulle biotecnologie, sulla diversità sessuale, su contraccezione e aborto, sulle famiglie di fatto? Rischiamo di avere una sinistra papalina e ultraconservatrice su temi dove invece dovrebbe compiere una autonoma elaborazione culturale? Oppure la sinistra usa il papa come un taxi, sfruttando l’avversione del pontefice per il “modello americano”? Nell’uno e nell’altro caso, a mio avviso, si tratta di una strategia di corto respiro, miope e decisamente asfittica.

Il pacifismo ad ogni costo rappresenta il piatto meno digeribile di tutto il menù. Cosa significa essere contro la guerra sempre e comunque? Significa permettere a dittatori e regimi brutali e sanguinari di prosperare, in attesa delle leggendarie risoluzioni Onu? La chiesa e la tradizione cattolica non sono sempre state pacifiste senza se e senza ma, e probabilmente non lo sono neppure ora, anche se verrebbe voglia di opporre faciloneria a faciloneria: questa è una guerra per il petrolio? Bene, allora l’intervento Nato nei Balcani era per sconfiggere gli ortodossi e favorire i cattolici e i musulmani, così come ora il Vaticano mira a tutelare la minoranza dei cristiani caldei in Iraq. Le “ingerenze umanitarie” servono forse solo quando tutelano le comunità cristiane e cattoliche di quelle zone? Quanto petrolio c’era in Kosovo? I soldati Usa sono ancora lì, come “forza di occupazione” o sono stati sostituiti da militari europei? Durante il massacro di Srebrenica, gli impotenti (e moralmente complici) spettatori erano marines crudeli e affetti dalla sindrome del cowboy oppure erano Caschi Blu dell’Onu? Ma no, la sinistra global-pacifista ha una risposta per tutto. Purtroppo, con gli slogan non si va da nessuna parte (al più si va a Palazzo Chigi, ma questa è tutta un’altra storia…), e quello che vediamo di fronte a noi, squarciato il velo di tanti infingimenti, è il solito antiamericanismo borghese (perché, vorreste dirmi che Bertinotti e Cofferati sono dei rivoluzionari?) di una sinistra che ha vissuto e prosperato in un imperfetto mondo occidentale dalla fine della seconda guerra mondiale, criticandone a fondo (spesso con sacrosanta ragione) le imperfezioni e le aberrazioni, ma sempre più spesso perdendo il contatto con la realtà del pianeta.

Il riarmo atomico della Corea del Nord (uno degli ultimi regimi stalinisti del pianeta) rappresenta qualcosa per cui vale la pena manifestare in piazza con le bandiere arcobaleno, oppure questo momento verrà solo quando gli Stati Uniti alzeranno la “soglia di visibilità mediatica” del contenzioso? Armando Cossutta digiunerà per i reattori nucleari di Pyongyang? Fidel Castro rappresenta un modello da seguire, poichè Cuba possiede la minore mortalità infantile del Centro e Sudamerica (parole e musica del “comunista italiano” Diliberto), oppure è solo un dittatore che mette a morte i suoi oppositori e quanti cercano di fuggire dall’isola paradiso per turisti occidentali radical-chic (non per qualità dei servizi quanto per ciò che “ideologicamente ” rappresenta, prostitute madri di famiglia a parte…) e rifugiarsi tra le braccia decadenti e immorali dell’America?

Non c’è nulla peggio della guerra? Oppure, come diceva Joschka Fischer (prima di diventare ministro), e come dice tuttora Adriano Sofri, peggio della guerra c’è Auschwitz, il terrore e la servitù senza fine?

Il nuovo blocco pacifista mondiale (Russia, Cina, Francia, Germania) ha tutte le carte in regola per provocare l’innamoramento dei nostri provinciali progressisti o c’è qualcosa che non quadra neanche qui ? Ricordate il Tibet, Mururoa, la popolazione civile della Cecenia, i contratti miliardari petroliferi per Gazprom e Totalfina? Il male sta solo da una parte o l’ipocrisia è l’unico denominatore comune del genere umano?

Ariel Sharon è il figlio segreto di Hitler, come recitava uno striscione “pacifista”, oppure è il primo ministro eletto a suffragio universale di uno stato non confessionale, di una democrazia che dovrebbe essere parte integrante dell’Unione Europea, costretta a difendersi dal fatto che 19 stati arabi su 23 non ne riconoscono nemmeno il diritto all’esistenza e la definiscono “entità sionista” da annientare?

“Oddio, non diventeremo mica un partito radicale di massa??”

Non abbiamo, non avremo risposte. Continueremo a porre domande, e ad approvare il pensiero di chi, da sinistra, cerca di cambiare queste aberrazioni, in fondo i visionari e gli illusi ci sono sempre piaciuti…

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