Sudan

Quanto sappiamo, realmente, di ciò che sta accadendo in Sudan? Molto poco, anche grazie a cronache come quella che il Tg3 ha fatto nell’edizione delle 19 di oggi. Il servizio è un’unica apologia della figura e del ruolo del Segretario Generale dell’Onu, giunto tra i popoli sofferenti per portare la buona novella della Pace prossima ventura, possibilmente quella Eterna. Ci viene detto che in Sudan, segnatamente nella regione meridionale del Darfur, è in corso una guerra civile (??), che non meglio precisate “bande di guerriglieri” compiono stragi, razzie, stupri di massa. Ci viene detto che l’arrivo di Kofi Annan strappa al governo di Khartoum la promessa di disarmare le bande armate responsabili di questi crimini, ci viene detto che si, l’azione dell’Onu riprende vigore e allevia le sofferenze del mondo, se solo potessimo “lasciarlo lavorare” (un po’ come il celeberrimo concetto berlusconiano..). Quello che NON ci viene detto è: che il governo bianco e arabo, musulmano, del Sudan settentrionale, ha iniziato da anni una sistematica opera di pulizia etnica contro la minoranza nera, musulmana, cristiana e animista, del Sudan meridionale, pulizia etnica di cui lo strumento principale è rappresentato proprio dalle bande armate della milizia para-governativa. NON ci viene detto che il segretario di Stato statunitense, Powell, è arrivato in Sudan il giorno prima di Annan per cercare di esercitare influenza sul governo di Khartoum; NON ci viene detto che questo è un conflitto religioso, con la parte araba musulmana nel ruolo, ormai abituale, di aggressore; NON ci viene detto che gli Stati Uniti sono l’unico paese occidentale ad avere avviato un tentativo di mediazione e ricomposizione di quella che rappresenta la più grave catastrofe umanitaria da decenni, senza che sinora si sia sentito nessun paese dell'”Asse della Pace e del Progresso”, come Francia, Germania, Russia e Cina, proferire parola al riguardo; senza che sia stata organizzata alcuna marcia della pace in Europa, con bandiere iridate di ordinanza; senza che il presidente della Commissione Europea abbia invitato nessuno a mettere ai balconi le bandiere della pace e manifestare contro l’ennesimo genocidio africano. Come finirà? Forse come in Ruanda, centinaia di migliaia di morti, milioni di profughi, la passività occidentale, l’iniziativa americana per porre fine al genocidio, le accuse di neo-imperialismo e neo-colonialismo a Washington da parte dei grandi marciatori e fiaccolatori di casa nostra, con complemento di qualche stagionato ed etilico editorialista.