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Estratto di un articolo apparso sul Corriere di oggi:

L’uomo più coraggioso dell’ultima sessione del Parlamento palestinese si chiama Abdel Jawwad Saleh. Alla riapertura, mercoledì mattina, del Consiglio legislativo, aveva avuto l’ardire di interrompere davanti a deputati, diplomatici e giornalisti il discorso di Arafat e di gridargli: «Tu proteggi i corrotti». Coraggioso e lungimirante anche, Saleh, che al termine della riunione aveva detto al Corriere : «Gli abbiamo sottoposto un programma specifico di riforme e non vi ha fatto nessun cenno. Non le ha applicate finora e non le applicherà. Le sue sono solo parole, teoria, fumo. Niente di pratico». E così è stato: in una burrascosa seduta notturna, conclusa alle prime ore di ieri, il presidente Yasser Arafat non ha firmato neanche uno dei progetti che gli ha sottoposto la Commissione parlamentare sulle riforme. Tra i cambiamenti promessi e non mantenuti, il più importante riguardava il controllo delle forze di polizia che avrebbe dovuto passare dalla presidenza al premier e al ministro degli Interni (come indica anche la Costituzione). Ancora una volta, nulla di fatto.(…)«Abbiamo sentito le stesse parole per anni – ci ha detto il deputato Muawya Al Masri -. Stesse promesse, stessi slogan, niente di nuovo. Quel discorso non valeva nulla». Nei fatti Arafat resta arroccato nella sua Mukata, saldo sui due pilastri che gli garantiscono il potere: il controllo dei servizi di sicurezza e la gestione della cassa.(…)

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