Onu: ancora troppe barriere all’accessibilità web

Nell’era di Internet, le barriere del Web per i portatori di handicap sono ancora insormontabili: è questa la conclusione di uno studio, commissionato dalle Nazioni Unite, che ha preso in esame centinaia di siti leader dell’informazione mondiale.
Lo studio, svolto su paesi altamente informatizzati tra i quali Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Giappone, ha mostrato dati molto desolanti: su cento siti leader nel loro campo (news, finanza, viaggi, vendita on line tra gli altri), solo tre hanno superato gli standard di accessibilità a portatori di handicap con problemi di vista, o che non possono utilizzare il mouse del computer.
I tre siti promossi sono quelli del cancelliere tedesco Angela Merkel, del governo spagnolo e del premier britannico Tony Blair.

I dati sono ancor più sconfortanti se si considera che almeno il 25% dei siti potrebbe rientrare nella norma con un impiego finanziario minimo, un dato che fa pensare ad una generale mancanza di volontà degli operatori del settore.
Secondo Tomas Schindlmayr, esperto del dipartimento dell’Economia e gli Affari Sociali dell’ONU, “i webmaster non riescono ancora a capire che in questo modo stanno perdendo una fetta non irrilevante della loro potenziale audience”, con tutto quello che ne consegue in termini, ad esempio, di vendite online ed investimenti pubblicitari.

In attesa che le condizioni di accessibilità alla Rete migliorino, segnaliamo un interessante articolo sulla inutilità dei captcha (soprattutto di quelli di tipo ottico) come strumento antispam. I captcha sono disfunzionali perché:

  • Disincentivano i commenti, richiedendo attività aggiuntiva all’aspirante commentatore;
  • Talvolta le immagini sono così distorte da essere quasi impossibili da leggere, anche per soggetti dotati di perfetta capacità visiva;
  • I captcha possono essere aggirati dagli hacker;
  • I soggetti non vedenti sono completamente esclusi dalla possibilità di commentare, sui siti che offrono tali opportunità;
  • Anche i dislessici hanno problemi di accesso a causa dei captcha ottici;

Esistono alternative migliori e meno intrusive ai captcha. Nel mondo WordPress opera da tempo Akismet: tutti i commenti vengono sottoposti ad un server centrale. Ogni volta che qualcuno commenta il vostro blog, il testo viene inviato al database. A seguito della verifica, il commento classificato come spam viene “marcato” e posto in una coda antispam. Il commentatore non deve fare nulla, mentre il webmaster (o il titolare del blog) deve solo verificare nella coda antispam l’assenza di falsi positivi, cioè commenti erroneamente segnalati come spam, e provvedere alla successiva pubblicazione manuale. E’ utile ricordare che, finora, Akismet ha un eccellente track record, con una percentuale pressochè irrilevante di falsi positivi e falsi negativi (spam non riconosciuto come tale). Ad Akismet possono poi essere affiancati altri plugin antispam, come Spam Karma (attivo su questo sito) e Bad Behaviour. Fuori dal mondo WordPress, gli utenti della piattaforma Blogger-Blogspot possono utilizzare l’eccellente Haloscan, e verificare manualmente la presenza di falsi positivi. Altre piattaforme permettono all’utente di richiedere ai commentatori la registrazione prima di commentare: un piccolo sforzo iniziale, in termini di attività aggiuntiva, che elimina alla radice il problema degli spambot.

Insomma, che aspettate? Liberatevi dei captcha ottici. Ora non avete davvero più alibi.

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