E’ possibile per l’Italia rientrare nel nucleare?

Epistemes pubblica l’articolo del professor Alberto Clô (apparso originariamente su L’Arengo del Viaggiatore) sulle condizioni che consentirebbero al nostro paese di tornare a produrre energia nucleare. In esso, l’autore invita a non farsi soverchie illusioni circa la possibilità di costruire nel breve periodo le centrali nucleari necessarie per ridurre la nostra bolletta energetica. E non solo per l’ovvio ed evidente scetticismo che circonda la ripresa di un’attività di questo tipo nel paese che non riesce a realizzare Tav e rigassificatori.

Vi è anche un problema strettamente economico: secondo Clô, infatti, oggi è proprio il mercato a disincentivare investimenti di lungo periodo, quali tipicamente sono quelli in centrali nucleari:

“Venute meno le condizioni che in passato favorirono gli investitori (enormi aiuti di stato, assetti monopolistici che garantivano la domanda, prezzi che coprivano i costi remunerati), essi hanno volto le loro preferenze là dove i costi di capitale sono di gran lunga inferiori; dove rischi ed incertezze di mercato sono molto minori; dove i rientri degli investimenti sono molto più rapidi. Dove, in sostanza, la redditività è più certa e maggiore (in primis: metano) o dove addirittura è garantita (con i lauti sussidi alle mitiche quanto marginali rinnovabili).”

Occorre, quindi, che il legislatore fissi regole certe e definitive per la road map di rientro al nucleare, in termini di quadro regolatorio e certezza delle fonti di finanziamento per gli investitori senza gravare su consumatori e contribuenti, ad esempio con la stratificazione di sussidi come quelli che oggi gonfiano le bollette per sostenere il fotovoltaico. Sembra la quadratura del cerchio, e forse lo è. Ma quello che si chiede al governo, a qualsiasi governo che voglia far rientrare il nostro paese nel novero dei produttori di energia nucleare, è soprattutto di realizzare uno studio di fattibilità vero e rigoroso, finalizzato ad individuare l’esistenza della convenienza economica sotto determinate condizioni, inclusa l’azione del Pubblico. Serve recuperare progettualità, auspicabilmente evitando proclami sul rientro italiano nel “club del nucleare”, che ricordano sinistramente la celebre cordata di Alitalia.

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