Dagli amici mi guardi Iddio

Il governo italiano, e segnatamente il Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, sono impegnati nella realizzazione del progetto Reti Amiche che, come recita la home page del sito dedicato, ha la missione di “facilitare l’accesso dei cittadini-clienti alla PA e per ridurne i tempi di attesa”. Perché

Reti Amiche porta la burocrazia più vicino al cittadino, moltiplicando i punti di accesso grazie alla collaborazione tra Stato e privati che dispongono di reti in contatto continuo e quotidiano con milioni di clienti. (…)

“Reti Amiche” consente  di superare il digital divide, favorendo l’utilizzo dei servizi della PA in condizioni più comode o assistite a categorie di utenti che possono essere svantaggiati per la locazione geografica, per le condizioni fisiche o culturali, per la disponibilità di tempo.

Nelle intenzioni del governo e del Ministero dovrebbe quindi trattarsi di una vera e propria rivoluzione digitale, che permetterà di abbattere tempi e costi di accesso alla Pubblica Amministrazione, fornendo una spinta alla produttività. Che nel caso del privato cittadino vuol dire non dover più immolare svariate ore del proprio tempo di lavoro in pellegrinaggio da un ufficio pubblico all’altro, sentendosi spesso fornire informazioni frammentarie e contraddittorie, e dover tornare alla casella del via.

Nelle scorse settimane è partita la pubblicità istituzionale di Poste Italiane, che convintamente dichiara di aderire al progetto Reti Amiche tramite la propria rete “Sportello Amico”, presente in 5740 uffici postali italiani, per permettere al cittadino di svolgere operazioni per le quali in precedenza doveva rivolgersi a diversi uffici della P.A., come rinnovo e rilascio di passaporti e permessi di soggiorno, pagamento di contributi Inps, dell’assicurazione Inail casalinghe/infortuni domestici ed altri servizi.

In mezzo a tali e tanto pervasive e reiterate manifestazioni di amicizia, caratteristiche dell’era di Facebook, restano alcuni malfunzionamenti assai poco amichevoli e tipici della stupidità inerente alla burocrazia, segnatamente di quella italiana. L’esempio più eclatante è proprio quello del sito delle Poste. Ipotizzate di dover effettuare uno degli adempimenti che rientrano nella tipologia gestita da Sportello Amico. Partite da questa pagina, per semplificarvi la vita, e ringraziate l’amico Phastidio che vi risparmia una buona parte di navigazione al buio alla ricerca del link perduto. Mettiamo che vi salti l’uzzolo di sapere dove si trova lo sportello amico a voi più vicino, perché siete persone notoriamente molto esigenti. Di conseguenza, con una complessa induzione, cliccate su questo link e poi sul link che dovrebbe fornirvi la lista degli uffici postali abilitati. Sorpresa, quel link è morto! Cliccare per credere: vi restituisce un minaccioso alert popup, rigorosamente in inglese, che vi dice che l’URL non è valido e pertanto non può essere caricato. Bell’amico, ‘sto sportello amico.

Tornate in home page, localizzate la barra orizzontale in flash sotto il titolo “Di cosa hai bisogno?” (che presto verrà rinominata in un più amichevole “A Frà, che te serve?“) cliccate su “Richiedere documenti” (sempre per spericolata induzione), poi ancora su “Documenti”, ed infine su “elenco degli uffici postali abilitati”. Al termine di questo annidamento barocco, e prima di entrare nel tunnel dell’amore, vi immaginereste di tornare alla pagina del dead link di cui sopra. Invece no, è la vostra giornata fortunata! Atterrate ad una pagina con tanto di menù a discesa, che nel campo “Servizi” ha preimpostata la scelta “Sportello Amico”. Compilate i rimanenti campi…ed otterrete NON la lista degli uffici postali abilitati alla funzione di Sportello Amico, ma la lista di TUTTI gli uffici postali, filtrati per i parametri che avete scelto riguardo la città, il CAP e il giorno. Ignari di questo amichevole baco, vi recate all’Ufficio Postale prescelto, dove un più o meno amichevole dipendente vi informa che quello sportello non è vostro amico, e vi fornisce la lista ufficiale dei vostri veri amici reperibili in zona.

Mettiamola così: riguardo Poste.it il progetto ha qualche baco di gioventù, avrete bisogno di portarvi dietro Pollicino o Arianna, ma alla fine dovremmo farcela, ed entro il 2012, come dice il premier, ogni italiano disporrà di una email per dialogare con la Pubblica Amministrazione. Sperando non si tratti dell’abituale dialogo tra sordi. Memori del trionfo del portale turistico italiano, potremo dire: Please, visit Poste Italiane, biùtiful cauntrisaid.

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