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Il rally che non lo era

Appunti della scorsa settimana di David Rosenberg, il bravo chief economist di Merrill Lynch che sta per lasciare la compagnia e tornare a casa, in Canada:

«L’indice S&P 500 è cresciuto del 7,1 per cento lunedì scorso. Non avevamo un giorno così dal…24 novembre. E prima di allora…dal 21 novembre! E prima di allora…dal 13 novembre! E prima di allora…chi può scordarsi del 28 ottobre (ricordate quel balzo del 10,8 per cento)?  E prima di allora…il 13 ottobre! E prima di allora…il 30 settembre. Questa è la quindicesima volta negli ultimi sei decenni che abbiamo visto un rialzo di oltre il 5 per cento nello S&P500, e tutti si sono verificati in un bear market (2007-09; 2001-02) o subito dopo il crash azionario dell’ottobre 1987. In realtà, due terzi di quei rialzi superiori al 5 per cento si sono verificati in questo bear market!»

«E sono sempre, sempre accaduti in coincidenza di qualche importante annuncio o notizia. Ci sono state settanta sedute con rialzi superiori al 5 per cento e ventinove con rialzi superiori al 7 per cento negli Anni Venti. I migliori 45 giorni nella storia del mercato si sono verificati nel mercato orso di inizio Anni Trenta. Tornando indietro nel tempo di oltre 80 anni, è dolorosamente ovvio che spasmi di questa magnitudine si verificano nel contesto di mercati ribassisti.»

Un altro motivo per fare oh

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