Quando i Bellasio fanno oh

Assegnato il premio Proiettile d’argento a questo videoeditoriale di Daniele Bellasio, che discetta di argomenti che non padroneggia ma lo fa benissimo, come si addice ad un vero tuttologo fogliante.

Perché, si chiede Bellasio, il “geniale” piano Geithner non è stato adottato da subito, costringendo invece a spendere ingenti risorse pubbliche per aiutare “banche che poi hanno dimostrato di non avere conti messi così male“? Beh si, in effetti alcune migliaia di miliardi di dollari di svalutazioni, e dio solo sa quante altre non fatte ed occultate dietro valori di bilancio talmente fantasiosi da averci portato a questo punto. Non va poi così male, quando ci si beve a garganella le press release di Pandit & compari. Ma se le banche “non vanno poi così male”, che motivo ci sarebbe per implementare questo piano? Ah, saperlo.

Per Bellasio, inoltre, il coinvolgimento dei privati nel piano Geithner è una buona garanzia che siano scelti “strumenti di mercato e non dirigisti”. Ma benedetto figliolo, il cosiddetto “coinvolgimento dei privati” altro non è che una gigantesca opzione put che viene loro regalata, a spese dei contribuenti, sotto forma di prestito no-recourse, la cui escussione cioè è limitata al valore dell’asset tossico utilizzato come garanzia sottostante. L’asset tossico si rivela carta straccia? Il privato dichiara default e riconsegna alla FDIC il titolo tossico, toglie il disturbo e salutame a soreta. C’è una espressione piuttosto triviale per spiegare la natura di questa operazione, ha a che fare con il fondoschiena altrui, ma potrebbe essere resa anche nel modo più banalmente tradizionale di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti. Nulla di realmente originale. Cosa diavolo possa esserci “di mercato” in una simile operazione, lo sa solo Bellasio.

Il quale Bellasio è poi folgorato dalla reazione delle borse, dimentico del fatto che i mercati reagiscono sempre con grande entusiasmo quando si regala loro del denaro, e si mette pure il cappellino di macroeconomista ritenendo che, ad esempio, “il rialzo del prezzo del petrolio” possa far “ben sperare” per la ripresa della congiuntura. Se Bellasio fosse più attento, e soprattutto parlasse solo di argomenti che riesce a comprendere, oltre a diventare afasico avrebbe scoperto che l’annuncio dell’easing quantitativo da parte della Fed (che per i Bellasio che ci leggono significa soprattutto svalutazione competitiva del dollaro) ha determinato una violenta reazione rialzista di oro e petrolio, visti come hedge naturali (cioè coperture, in questo caso vale il significato originario del termine inglese) contro il rischio inflazionistico che deriva da una Fed che si mette forsennatamente a stampare moneta.

Se questo favoloso “mondo secondo GARP” (Geithner Asset Recovery Program) si fosse affermato da subito, dice Bellasio, la crisi non sarebbe arrivata a questo punto. Tu pensa, avevamo la bacchetta magica e ci siamo baloccati in questo modo per quasi due anni. Che mondo, signora mia. Essì, che diamine. Se mia nonna avesse le ruote sarebbe un tranvai, dicevano nella notte dei tempi a Milano.

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