Le tre carte d’Europa

Il  premio “Pane & Volpe” della settimana continua ad essere assegnato a tedeschi. Questa volta è il turno di Angela Merkel, che se ne è uscita molto candidamente dicendo che il famoso bailout di due settimane fa, e nella fattispecie l’altrettanto famoso veicolo speciale da 440 miliardi (il cui status giuridico ed operativo continua ad essere largamente indeterminato ed indeterminabile), ha avuto ed ha una funzione specifica, da Truman Show:

«Non abbiamo fatto altro che prendere tempo per noi, per risolvere le differenze in competitività e deficit di bilancio dei singoli paesi dell’Eurozona. Se ci limitiamo ad ignorare questo problema non saremo in grado di calmare questa situazione»

Che tradotto vuol dire: cari mercati, non sappiamo che diavolo fare, aspettateci. Angie, la migliore amica dei malvagi speculatori.

Ma la mano decisiva ad Eurolandia la sta dando la Banca centrale europea, con le sue operazioni di riduzione della “disfunzionalità” in alcuni settori del mercato dei titoli governativi. La scorsa settimana la Bce ha comprato bond per 16,5 miliardi di euro. Importo modesto, problemi enormi. In primo luogo, l’Eurotower sta comprando titoli di qualità mediocre, ed in alcuni casi (la Grecia, in modo eclatante) a rischio di default. Così facendo, Trichet si espone ad un significativo rischio di credito ed a perdite in conto capitale, se l’insolvenza dovesse effettivamente materializzarsi. Ma qui siamo ancora nel regno delle ipotesi, anche se di fatto la Bce sta facendo il bailout dei fondi comuni, che sono venditori di carta dei PIIGS.

Altro aspetto dell’euro-finzione è la gestione della liquidità aggiuntiva creata con l’acquisto dei titoli di stato. Oggi si terrà la prima asta per depositi a termine di durata settimanale. In pratica le banche potranno depositare la liquidità ottenuta vendendo titoli di stato alla Bce su un conto di deposito presso la Bce medesima. Sulla carta questa è vera sterilizzazione. Peccato che sia la stessa Bce ad informare che i depositi così creati potranno essere messi a garanzia di operazioni di rifinanziamento con l’istituto di Francoforte. Confusi? Follow the money: la Bce compra sul mercato secondario titoli di stato, creando in tal modo liquidità. Per drenare la quale crea dei depositi a sette giorni, rinnovabili. Non contenta, decide che potrà prestare liquidità alle banche titolari di questi depositi, di fatto reimmettendo in circolo la liquidità creata ed appena drenata.

Ipocrisie e veli pietosi lungo il cammino che porta verso l’ultima spiaggia: l’easing quantitativo in puro stile-Fed e Bank of England. Il mercato risponderà come Mourinho: non sono mica pirla.

Update – L’asta per il deposito a 7 giorni evidenzia una forte partecipazione delle banche, che tentano di impiegare quasi dieci volte l’importo prefissato. Tasso di aggiudicazione a 0,28 per cento: solo tre centesimi di punto percentuale sopra l’overnight facility della Bce. Il sistema affoga nella liquidità, e la Bce funge da intermediario di prima ed ultima istanza, dato il nuovo clima di sospetto che circola tra le banche.

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