- Trump va pazzo per i dazi ben riusciti;
- Niente soldi agli amichetti di Donald, almeno per ora;
- L’altro re del Marocco;
- Ombre rosse sul suolo yankee;
- A novembre, al midtem, i cittadini del Colorado potrebbero votare per introdurre aliquote statali d’imposta progressive, e scardinare i vincoli costituzionali locali al tassa e spendi, peraltro già derogati in passato;
- Gli americani, con il loro fund manager al Tesoro, Scott Bessent, tentano di sostenere lo yen, indebolito da fondamentali comunque da correggere. Obiettivo verosimile: evitare liquidazioni di Treasury nel momento peggiore per l’America ma si rischiano altri effetti collaterali;
- Il premier britannico promette alle città metropolitane una quota dell’Irpef. Il diavolo è nei dettagli: diverrà un canale aggiuntivo di pressione fiscale? La strada dell’inferno è lastricata di buone devoluzioni;
- La cosiddetta riforma fiscale del governo Meloni scorda (per mancanza di soldi) un elemento fondamentale;
- Il partito decomposto ha un guizzo di comicità, mentre attende di consegnarsi mani e piedi al suo egemone alleato;
- Tireranno fuori i contratti scritti con l’inchiostro simpatico;
- Ripetete con me e col governo (qualunque esso sia): il denaro è fungibile:
- La repubblica delle porte girevoli;
- Dal paese che ha creato il concetto di flat tax a più aliquote;
- Dimmi che stampa hai, e ti dirò quanto male stai;
- In Francia, viste anche le temperature, si torna a parlare di gelata delle indicizzazioni;
- L’Ucraina soffre con la difesa missilistica ma in altri ambiti ha fatto enormi progressi;
- La ludopatia finanziaria costa: anche in senso politico;
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(Immagine di copertina creata con ChatGPT)

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