Nostraphastidius – 3

Due anni fa, novembre 2008. Ve lo avevamo pre-detto:

(…) timore circa la capacità del sistema finanziario globale di assorbire l’imponente mole di titoli governativi in emissione per finanziare il salvataggio dei sistemi creditizi nazionali;

(…) Oggi, l’aumento degli spread dei credit default swap su emittenti nazionali segnala esattamente questo: un deterioramento di non breve periodo delle condizioni di finanza pubblica dei paesi coinvolti nei salvataggi delle proprie economie.Il rischio è che, sotto la pressione della crisi e delle richieste provenienti da settori economici e gruppi d’interesse, i governi finiscano con l’attuare una forte espansione di spesa pubblica al solo scopo di impedire che il doloroso ed inevitabile aggiustamento si compia;

E ancora:

(…) E anche se per gli Stati Uniti l’ipotesi del dissesto appare oggi remota, esiste il non trascurabile rischio che una ripresa economica persistentemente anemica finisca con l’essere mantenuta tale dall’onere del servizio del debito pubblico. Uno scenario italiano, quindi;

Entro Eurolandia, i paesi con rating inferiore e condizioni di finanza pubblica più problematiche (come l’Italia) potrebbero soffrire, come già testimoniato dal forte aumento del differenziale di rendimento tra Btp e Bund. E questo anche se il nostro paese dovesse uscire relativamente indenne dall’ondata di ricapitalizzazioni a beneficio del settore creditizio. E l’assenza di un fondo europeo di stabilizzazione, per  la forte resistenza di paesi fiscalmente virtuosi come la Germania (che non intendono offrire pasti gratis a chi è stato in passato meno disciplinato), impone un grande sforzo di gestione e riqualificazione della spesa pubblica del nostro paese, ad evitare il rischio che la disaffezione degli investitori istituzionali nei confronti del nostro debito pubblico finisca col provocare forti aumenti del costo del servizio del debito. Sono gli effetti a catena e a cascata di questa crisi epocale, destinata a segnare la fine del mondo che conosciamo.

Appunto.

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