Un paese in proroga

Dopo la cassa integrazione a oltranza, rischiamo di avere la moratoria ad oltranza sui crediti bancari verso il sistema delle piccole e medie imprese. Come segnala Francesco De Dominicis su Libero, sarebbe imminente un’ulteriore proroga della agevolazione che ha consentito per oltre un anno alle PMI di avere un po’ di ossigeno in attesa dell’agognata ripresa, ed al sistema bancario di non dover girare a sofferenze una massa di crediti dell’ordine di 55-60 miliardi di euro.

Mentre altre associazioni di categoria bussano alla porta dell’Abi per ottenere analogo trattamento, l’associazione guidata da Giuseppe Mussari sta studiando il rinnovo a condizioni verosimilmente più penalizzanti, come dovrebbe comunque accadere per riuscire a discernere le situazioni aziendali recuperabili da quelle decotte. L’attuale proroga scadrà il 31 gennaio 2011, ma già entro la fine di questo mese banche ed imprese contano di giungere all’ulteriore riscadenziamento.

Il problema è che i mercati stanno progressivamente scontando l’inesigibilità di parte di questa massa di crediti, destinati a mettere ulteriore pressione sui requisiti patrimoniali del sistema bancario italiano, che appare progressivamente fiaccato dalla letargica “ripresa” del paese, e che presto dovrà affrontare una realtà fatta di robuste ricapitalizzazioni. Con chi ci sta, e con chi avrà i soldi per farlo. Prepariamoci ad alcuni interessanti rimescolamenti di carte negli assetti proprietari del credito nel nostro paese.

Anche questa vicenda dimostra che il nostro problema è l’insufficiente crescita, dal micro al macro, e che tutte le iniziative adottate per “congelare” le situazioni problematiche rischiano di trasformarsi in un bubbone che attende solo di esplodere.

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