Addizionali e sottrazione

Pare che il governo sia intenzionato a concedere alle regioni, nell’ambito di quel processo di vigorosa spremuta fiscale noto col nome di federalismo, anche la possibilità di imporre un superbollo ai suv ed alle auto di grossa cilindrata. L’abile ed originale mossa dovrebbe anche servire, secondo quanto ipotizza il Corriere, ad ottenere un atteggiamento benevolo sull’iter federalista regionale da parte del Partito democratico. Secondo i primi balbettii di Bersani, nella cornice del forum della Confcommercio di Cernobbio, pare che l’idea non dispiaccia.

E cosa c’è di meglio che parlare di corda in casa dell’impiccato, dopo che il sedicente ufficio studi di Confcommercio si è dedicato ai powerpoint giungendo alla sconvolgente scoperta che i consumi contribuiscono al Pil più delle esportazioni? La sovrattassa regionale sui fuoristrada e le auto di lusso, che è formalmente opzionale, aiuterebbe in realtà a compensare parzialmente il taglio dei trasferimenti per 4 miliardi attuato l’anno scorso dal governo.

Immediato il soccorso ideologico dell’ineffabile Luca Antonini, presidente della Commissione paritetica tra governo ed enti locali sul Federalismo, secondo il quale “il federalismo e l’autonomia impositiva delle Regioni non possono partire con le aliquote congelate”. Il riferimento è allo sblocco dell’addizionale Irpef, ma l’impianto ideologico giustifica tutte le addizionali che sarà possibile ottenere, pur di compensare il taglio dei trasferimenti. Tanto poi, “gli amministratori locali dovranno risponderne ai loro elettori, che finalmente sapranno quanto costano i servizi e quanti sono gli sprechi”. Certo, come no, soprattutto quando il grosso dell’autonomia impositiva ricadrà su non residenti.

E’ vero che parliamo di un’eventuale addizionale, per giunta sui deprecati “beni di lusso”, ma quanto è lontana la campagna elettorale del 2008, quando Berlusconi prometteva di abolire il bollo auto, ricordate? Un vero peccato che l’unica demagogia elettorale che il Cav ha mantenuto sia stata quella sull’abolizione integrale dell’Ici sulla prima casa, da cui la finanza pubblica locale non si è più ripresa. Ma tanto, ci penserà il federalismo, no?

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