Sindaco uscente. Di testa

Il vicesindaco di Milano e vittima sacrificale sull’altare leghista in caso di vittoria del centrodestra, Riccardo De Corato, commenta l’ultima levata d’ingegno di Madama Moratti:

«Oggi Pisapia sottolinea che la scelta sul futuro di Ecopass dipenderà dalla risposta che i cittadini daranno attraverso il referendum. Peccato che sul suo programma si leggano parole del tutto differenti: ‘Bisogna ridurre la congestione e l’uso dell’auto privata” si legge a pagina 13 e, tra le soluzioni proposte, al primo posto, è proprio l’introduzione di un pedaggio di congestione, ovvero di una tassa per tutti i milanesi, indipendentemente dalla classe d’inquinamento dei loro veicoli. La nostra intenzione è invece chiara: rendere gratuito Ecopass per i cittadini milanesi. Sul traffico di Milano incide infatti in maniera rilevante il flusso di city users, coloro che, provenendo dall’esterno del territorio comunale, si recano in città quotidianamente usando il mezzo privato: si tratta di 700mila veicoli che entrano ed escono da Milano ogni giorno»

Dunque, vediamo: dal ragionamento di De Corato ora la parola d’ordine è che Pisapia vuole tassare tutti i milanesi automuniti, visto che il suo programma prevede la trasformazione dell’Ecopass da pollution charge a congestion charge.

Premesso che occorrerebbe disporre di dati sulla disaggregazione tra numero di residenti e non residenti che pagano l’Ecopass, e preso atto altresì che il presupposto del balzello ora è diventato non più quello di contrastare l’inquinamento, ma quello più ristretto di compensare le esternalità negative per i residenti milanesi in termini di congestione viaria (o meglio, un ibrido tra i due modelli), appurato altresì che De Corato è persona piuttosto equilibrata e con i piedi ben piantati per terra, molto lontano dal guittismo sensazionalistico e sudamericano dei berluscones (il vicesindaco proviene da An), la domanda (retorica) sorge spontanea:

Perché avanzare una proposta del genere durante il limbo tra primo turno e ballottaggio?

Sapevamo che a queste elezioni si sarebbe ballato, ma qui stiamo esagerando.

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