La miccia bancaria sulla polveriera dei titoli di stato

Un dato che potrà aiutarvi a capire perché il ruolo delle banche europee come pesanti acquirenti di titoli di debito sovrano ci abbia messi tutti a sedere su una gigantesca polveriera. Scrive Sudeep Reddy sul Wall Street Journal:

«Anche dopo che le banche europee hanno venduto titoli di stato (di Grecia, Portogallo, Italia e Spagna), l’esposizione delle banche al debito governativo è rimasta a circa 2600 miliardi di euro, pari al 7,5 per cento del totale degli attivi bancari. Per confronto, il debito del Tesoro degli Stati Uniti rappresenta circa l’1,25 per cento del totale degli attivi bancari»

Da questo dato si comprende (lo speriamo, almeno) perché il flusso di vendite sui titoli di stato sia una diga con una crepa che potrebbe schiantare da un momento all’altro, producendo un diluvio di vendite che, in assenza di domanda di mercato, può fare esplodere rendimenti e spread.

Ora forse capite meglio perché, dopo aver riportato i conti pubblici italiani in apparente equilibrio, serve creare una fonte di domanda sostitutiva per il nostro debito pubblico che assorba le vendite, su primario e secondario. Diversamente (ribadiamolo ancora una volta), nessuna manovra di finanza pubblica riuscirà ad impedire il nostro default. La fiducia dei mercati è scomparsa a causa della sconcertante serie di errori di gestione di questa crisi, e questi errori sono pressoché tutti dal versante tedesco. Al punto in cui ci troviamo esiste un drammatico squilibrio tra domanda e offerta, provocato dalla evaporazione della fiducia: una variabile incorporea ma terribilmente tangibile.

Ditelo agli apprendisti stregoni tedeschi ed ai loro cocoriti italiani.

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