Come si dice unintended consequences in tedesco?

La diplomazia è tutto, nella vita. E Mario Draghi è molto diplomatico. Al punto da affermare oggi (nel corso della conferenza stampa della Bce) che l’esercizio dell’EBA (European Banking Authority) sul capitale delle banche “era giusto” ma è stato deciso in “un momento diverso dall’attuale” sul profilo dei prezzi dei titoli di stato e delle condizioni economiche e così  ha finito per essere “prociclico” ed ampliare le difficoltà degli istituti di credito.

Che tradotto dal linguaggio felpato del banchiere centrale equivale ad una bocciatura senza appello. Malgrado alcune pietose finzioni. Uno stress test di ricapitalizzazione di un sistema bancario minato da cattivi investimenti è cosa buona e giusta ma, come sempre, est modus in rebus.  E quello stress test è avvenuto non elaborando uno scenario, ma basandosi sulla fotografia al 30 settembre dei prezzi di mercato dei titoli di stato in portafoglio alle banche. Dire che l’esercizio è stato pro-ciclico è un pallido eufemismo. E quanto alle condizioni “diverse dalle attuali”, non c’è dubbio: perché, alle condizioni attuali, siamo giunti a seguito di quello stress test.

Non sappiamo se Draghi abbia voluto lanciare un salvagente alle banche italiane ed all’ABI, che stanno tentando di invalidare la decisione dell’EBA. Resta il fatto che il giudizio del presidente della Bce assume un rilevante peso politico, ed una critica nemmeno troppo velata a chi ha sponsorizzato quell’esercizio. Di chi si tratti non ve lo diciamo, ma vi suggeriamo che si tratta delle stesse menti che hanno partorito (e poi si sono rimangiate) l’obbligo di partecipazione dei privati alla ristrutturazione del debito greco: principio astrattamente condivisibile ma che ha finito con l’accelerare il contagio in Eurozona, giungendo fino a noi. E oggi Draghi ha detto che questa misura ha prodotto “serious unintended consequences“. Se Draghi non fosse il maestro di diplomazia che è, avrebbe detto che si è trattato di un tragico e stupido errore.

Ribadiamolo, anche a beneficio degli entusiasti filo-tedeschi di casa nostra: la storia si incaricherà di confermare l’impressionante numero di follie compiute dagli apprendisti stregoni tedeschi. Quindi, quando la Merkel vi dice che è interesse tedesco che l’Europa resti unita, ricordate: quello che intende lei, con queste parole, non è quello che intende il resto del mondo, ed il senso comune.

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