Il paracetamolo non cura la malafede molesta

Il portavoce del Commissario agli Affari Economici e Monetari europei, commentando la possibilità di usare le risorse del fondo salva-stati EFSF o del suo prossimo successore, ESM, per comprare sul mercato secondario titoli di stato spagnoli ed italiani e piegarne quindi al ribasso i rendimenti, ha commentato ieri, durante la periodica conferenza stampa della Commissione, che tale misura

«Sarebbe solo paracetamolo finanziario. Potrebbe alleviare tensione, dolore e malessere…ma non curare le cause alla radice del male, i problemi strutturali delle economie di Italia, Spagna ed altri. Non è un sostituto di riforme strutturali ed economiche che può rafforzare la fiducia»

Da dove cominciare?

Intanto, occorre premettere che il fondo salva-stati, nella sua configurazione passata (EFSF) o futura (ESM), nasce come firewall per gli stati di emergenza in cui i mercati rifiutassero di comprare debito dei paesi più “problematici”, per così dire. E sappiamo da sempre che questo firewall, al quale ha lavorato lo stesso Rehn, è nato fortemente rachitico, cioè del tutto insufficiente a “scudare” i paesi più grandi, come Italia e Spagna. Per questo motivo, da più parti, si chiedeva e si chiede di associare l’ESM ad una licenza bancaria, per potersi indebitare a leva presso la Bce e “minacciare” i mercati di quella “overwhelming force“, quella forza schiacciante, che sola può piegare i rendimenti.

Intendiamoci: in questa idea ci sarebbe un potenziale, enorme moral hazard: la Bce stampa moneta e gli stati nazionali si fanno gli affari loro. Sarebbe così se non fosse che gli aiuti dell’ESM nascono con incorporate delle condizionalità forti: tu fai questo e solo dopo io ti aiuto. Ma se i paesi in questione hanno già fatto, in misura non trascurabile, i compiti a casa e si trovano a pagare il conto di mercati molto dubbiosi perché tali paesi, proprio a causa di manovre fortemente recessive, si trovano ad avere un rapporto debito-Pil che si autoalimenta, oltre a settori bancari che stanno andando in malora sotto il peso di specificità nazionali (Spagna, con l’immobiliare) o per la profondità della recessione autoinflitta (Italia)?

Non è forse vero che l’Italia ha varato la riforma pensionistica più severa (o per meglio dire truculenta) d’Europa? Non è forse vero che la Spagna ha fatto lo stesso massacro con la riforma del mercato del lavoro? Non è forse vero che l’Italia viaggia, pur con un Pil a meno 3 per cento, verso un avanzo primario del 4-5 per cento e quindi per definizione è solvibile, e che l’anno prossimo avrà un pareggio di bilancio strutturale, cioè corretto per la profonda recessione in cui ci hanno ficcato?

Possibile che non ci sia nessuno in grado di capire questa lieve contraddizione, e che ogni volta si debba fare ricorso a termini demenziali quali “fiducia”? Che razza di fiducia ci può essere se un paese è costretto in recessione e credit crunch dall’austerità che gli è stata imposta, e questo avvitamento fa esplodere il rapporto debito-Pil e fuggire gli investitori, alzando il costo del debito ed autoavverando la profezia dell’insolvenza? Ed è mai possibile che nessuno si renda conto che, se tutti i paesi stringono contemporaneamente, non potrà mai esserci alcuna espansione, e che nel breve termine i risultati sarebbero identici anche se si tagliasse la spesa?

Ovviamente, questa freddura sul paracetamolo proferita dal confuso signor Amadeu Altafaj, portavoce di Rehn, è stata subito utilizzata dalla stampa italiana più “interessata” come conferma del presunto sputtanamento di Mario Monti. Non a caso si segnala il solito editoriale “a soggetto” e piuttosto confuso di Francesco Forte sul Giornale, puntualmente dimentico che l’Italia è perfettamente solvibile, per i motivi illustrati sopra. Ma tant’è: da uno che riesce a scrivere, per obbedire al committente, che l’Italia potrebbe tornare alla lira ma agganciandosi all’euro, come ai tempi dello SME (da cui siamo stati buttati fuori a calci in cul0 nel settembre del 1992, con le stesse identiche premesse), non è che ci si possa attendere molto.

E questa è la stessa testata, e la stessa gente, che nei giorni dispari vuole uscire dall’euro per poter “stampare moneta” con cui comprare il nostro debito e piegarne il costo, e in quelli pari scrive che Monti è screditato perché cerca scorciatoie al paracetamolo, cioè un firewall con cui comprare il nostro debito e piegarne il costo. Ci vuole pazienza, e moltissima.

Addendum – Lettura complementare fortemente consigliata, soprattutto a quanti insistono con il tema dei compiti a casa non fatti “perché sennò lo spread sarebbe a zero”: questo paper di cui è co-autore Paul De Grauwe, uno dei pochissimi che aveva capito tutto, praticamente da subito.

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