L’ellenizzazione della Spagna

Su lavoce.info, Angelo Baglioni riassume i motivi dell’attacco alla Spagna. Ci limitiamo per una volta ad un brutale copiaincolla: tutto il pezzo è comunque da leggere, perché è un riepilogo delle criticità e del drammatico stallo in cui ci troviamo (e che giustifica gli attacchi di mercato), soprattutto alla luce di quanto schiumano i giornali tedeschi, oggi, per il negative outlook di Moody’s.

E ovviamente loro sono i virtuosi in un continente di parassiti, come piace pensare anche ai filotedeschi di casa nostra:

«Le procedure decisionali e le risorse a disposizione del fondo europeo (ora Efsf e domani Esm) non sono adeguate a proteggere un paese membro da un aumento dei tassi d’interesse a livelli insostenibili, anche se il suo governo mette in pratica l’austerità concordata con i partner europei. Le sue decisioni sono soggette a veti politici e le risorse sono limitate. L’attivazione degli aiuti è subordinata ad una richiesta da parte del paese interessato, che ha un pesante effetto di annuncio negativo sui mercati finanziari, poiché suona come una ammissione di illiquidità o insolvenza dello stato (il confine tra le due è incerto): questo è proprio quello che sta succedendo alla Spagna. Come è già stato sostenuto, l’unica istituzione in grado di fornire un adeguato scudo anti-spread è la banca centrale, che dovrebbe annunciare un obiettivo sugli spread tra gli stati sovrani della zona euro, e attivarsi non appena gli spread raggiungono i limiti prefissati. Ma una eventuale apertura di Draghi su questo fronte rischia di scontrarsi con la dura opposizione della Bundesbank. Ecco perché i mercati finanziari vedono un futuro nero per la zona euro»

Il problema sarebbe decidere un livello di spread di intervento, sufficientemente elevato per non stimolare moral hazard, evidentemente. Questo intervento va associato a forme pervasive di controllo comunitario dei conti pubblici e delle modalità di implementazione dei programmi di convergenza nazionale alle indicazioni della Commissione europea.

Una domanda oziosa, per chiudere. Secondo voi, perché i paesi della periferia dell’Eurozona stanno cadendo tutti, uno dopo l’altro? Non vale rispondere con “perché non sono ariani”, mi raccomando.

Sostieni Phastidio!

Dona per contribuire ai costi di questo sito: lavoriamo per offrirti sempre maggiore qualità di contenuti e tecnologie d'avanguardia per una fruizione ottimale, da desktop e mobile.

Per donare, clicca qui!