Arrestateli tutti, Dio riconoscerà i suoi

Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, parlando questo pomeriggio ad Assisi, nell’ambito di un confronto con il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha invocato una “lotta rigorosissima” all’evasione fiscale, da attuarsi soprattutto con uno strumento. Bonanni ha scolpito:

«(…) è ora di vedere persone in manette, altrimenti non si metterà fine al fatto che lavoratori, pensionati e imprese oneste continuano a pagare le tasse mentre c’è gente che, evadendo il fisco, si permette di giocare con gli interessi di un Paese dove l’evasione arriva a 150 miliardi di euro»

Suggestivo ma non particolarmente informato.

A beneficio di Bonanni, e di tutti quelli che parlano senza padroneggiare gli argomenti, può essere utile elencare i principali reati tributari e le relative pene, reclusione inclusa, così come indicati dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Come si nota, la normativa è in vigore dal settembre 2011, quando ha avuto un inasprimento, visto che in Italia le “manette agli evasori” erano già previste da molti anni. Pensate, per alcune fattispecie di reato sono possibili anche intercettazioni ambientali, arresto, custodia cautelare, arresti domiciliari e divieto di espatrio. Roba da mandare in visibilio Bonanni, appena lo verrà a sapere.

Naturalmente Bonanni, o altri, può proporre di inasprire le pene, abbassare la soglia di punibilità o anche individuare nuove fattispecie di reato, esercitando la fantasia. Ad esempio, che ne dite di dieci anni per un errore formale? Un po’ poco, vero? Allora attacchiamoci anche la confisca del patrimonio dello sbadato contribuente. Oppure applichiamo la “dottrina Ingroia”, quella che in ogni cittadino vede un evasore, e portiamo agli estremi la presunzione di colpevolezza. Perché “è ora di vedere persone in manette”. Anche con passeggiata davanti alle telecamere a volto scoperto, suggeriremmo a Bonanni, al quale l’aria di Assisi pare mettere una gran fame. Di demagogia, con integratori di ignoranza.

Perché il problema resta quello: un paese alla disperata ricerca di denaro ed inviluppato in una devastante crisi finanziaria tenderà a divenire sempre più incarognito nella ricerca di gettito, ed a vedere evasione ad ogni angolo di strada, lisciando il pelo al popolo tartassato, perché “evasori sono sempre gli altri”, per definizione. Salvo poi, con classico movimento pendolare, invocare il fisco dal volto umano.

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