Il ritorno di antiche tradizioni

Negli Stati Uniti da qualche tempo, in parallelo al rally di borsa, si è affermata una tendenza che è la riproposizione di quanto già visto prima dello scoppio della crisi: indebitarsi utilizzando come garanzia un attivo patrimoniale. Nella scorsa esistenza era il debito contratto a valere sulla propria abitazione, ed utilizzato per espandere soprattutto i consumi. Il nome esotico della pratica era “mortgage equity withdrawal“, cioè la monetizzazione a debito di parte del valore netto dell’abitazione, cioè la differenza tra quest’ultimo ed il mutuo residuo in essere. Oggi la stessa pratica viene effettuata ponendo a garanzia il proprio conto titoli in amministrazione, quello che viene chiamato brokerage account. Il rischio di finire nei guai resta alto.

L’indebitamento a valere sul conto di brokerage ha toccato quest’anno il massimo storico di tutti i tempi, a 409 miliardi di dollari alla fine di aprile, contro i 381 miliardi del 2007, ultimo picco prima dello scoppio della bolla. Secondo alcune evidenze aneddotiche (mancano tuttavia dati certi), il denaro raccolto a debito contro garanzia del dossier titoli non andrebbe ad alimentare nuovi acquisti azionari ma ad esempio acquisizioni di piccole e medie imprese o immobili. Questi prestiti garantiti da titoli hanno oggi un costo intorno al 2 per cento annuo, e sono a tasso variabile. Non hanno tempi lunghi di istruttoria, al punto che vengono definiti fast cash, ma hanno una piccola controindicazione potenziale: sono richiamabili a vista da parte del creditore, anche se il debitore è in regola col pagamento delle rate. Questo tipicamente accade quando il valore del portafoglio azionario si riduce, a seguito di ribassi dei corsi. A differenza dei rifinanziamenti a valere su immobili, i margin loans non producono inoltre benefici fiscali.

E’ un vecchio schema: la borsa sale, la volatilità cala, i risparmiatori credono di aver di fronte un futuro radioso in cui i prezzi di borsa non potranno che salire, e si indebitano. Poi succede qualcosa per cui la volatilità ritorna, la borsa scende (a volte in modo violento), arrivano le richieste di reintegro della garanzia o di rimborso del prestito, ed i risparmiatori-debitori sono costretti a fare cassa liquidando tutto o parte del portafoglio azionario. Questo, assieme alla rarefazione o alla scomparsa dei compratori finisce con l’accentuare il calo di borsa, sin quando non si raggiunge un nuovo equilibrio, magari costringendo la banca centrale a dire che interverrà per impedire che l’economia sia danneggiata dal crollo di borsa, e si ricomincia.

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