E vedete di ringraziare

Sulla cancellazione della seconda rata dell’Imu “il governo ha mantenuto l’impegno”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Cdm (Ansa, 27 novembre 2013).

“Abbiamo ridotto le tasse sulla casa di 4,5 miliardi. Sul conguaglio da pagare c’è stato un eccesso di drammatizzazione. Non c’è nessuna volontà di dar fastidio ai contribuenti o dar fastidio ai cittadini”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni (Ansa, 13 dicembre 2013)

Già aver consentito metà gennaio per i pagamenti (della mini-Imu) è al limite della tollerabilità. Perché le entrate dovrebbero essere nel 2013”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, in audizione in Senato (Ansa, 13 dicembre 2013)

E’ vero che il ministro Saccomanni da sempre ammoniva sulle difficoltà a reperire le coperture per l’abolizione dell’Imu prima casa, con grandi ragioni. Forse non ultima (pur se non pubblicamente confessata) l’assurdità di gettare al vento 4,5 miliardi di euro che potevano e dovevano essere utilizzati per la riduzione del costo del lavoro. Ma, una volta che si è scelto di ballare, occorre farlo senza trascinare i piedi. Essersi manieristicamente accodati agli entusiasmi per la “cancellazione”, ed ora uscirsene dicendo che comunque il grosso è stato fatto, quindi vedete di non seccare e ringraziate che non vi chiamiamo a versare la “mini-rata” a San Silvestro pare decisamente troppo, anche per un ministro che negli ultimi tempi è apparso dotato di scarsa lucidità. Forse sarebbe davvero il caso di trarne le conclusioni, soprattutto se si vuol bene a se stessi ed alla propria storia professionale.

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