Olandesi tassati a loro insaputa

Se siete convinti di vivere in un paese fiscalmente oppressivo, non solo per l’esborso che vi viene richiesto ma anche per la numerosità degli adempimenti e la loro scarsa chiarezza, potete certamente continuare a pensarla a questo modo, ma troverete forse una lieve consolazione guardando in casa d’altri.

In Olanda, ad esempio, i contribuenti hanno scoperto che l’equivalente Imu è aumentata senza che la cosa fosse stata resa di pubblico dominio. Circostanza piuttosto inquietante, per la democrazia ed i media olandesi. Interessante vedere in cosa consiste il tributo, e come è calcolato. Prendete nota, e potrete fare un figurone nelle chiacchiere da bar e da social network, o davanti al distributore di bevande e merendine che avete in ufficio, mentre discutete coi colleghi dell’aumento Iva dal 4 al 10% sui prodotti erogati dalle sopracitate macchinette.

Dunque, in Olanda l’equivalente Imu si chiama Eigenwoningforfait. Si applica sul “valore locativo figurativo” dell’immobile, determinato dalle autorità locali, e che presumiamo sia qualcosa di relativamente simile a quello di mercato, come del resto avviene in molti paesi che hanno “risolto” da tempo il problema della scarsa aderenza delle rendite catastali alla realtà. A tale valore “di mercato” si applica una aliquota (variabile in funzione di esso, quella maggiore e più diffusa è dal primo gennaio al 7 per mille) ed il risultato si somma al proprio reddito. Qui lo schema, per chi volesse approfondire. Quindi si tratta di una imposta che ha una inequivocabile componente patrimoniale (il valore di mercato dell’immobile) nella determinazione della base imponibile ma anche reddituale, visto che la tassazione opera ad aliquota marginale Irpef. In cima a tutto, il presupposto d’imposta che è basato sull’imposizione sulla maggiore capacità contributiva dei proprietari immobiliari rispetto agli affittuari. Comunistissimo, diremmo.

Pensate i nostri baldi legislatori quanti spunti di perversione potrebbero ricavare, se solo mettessero il nasino e la testolina fuori dai patri confini, per poi andare nei talk a pontificare: “ma voi non sapete come si fa in Olanda? Me lo ha detto mio cugggino e non mi interrompa, io non l’ho interrotta!

A parte queste amenità, l’impronunciabile tributo si applica anche ai proprietari di immobili che sono tali in virtù di un mutuo, e di fatto vanifica tutte le contorsioni fiscali inventate per agevolare i mutuatari. Sarà anche vero che fatti non foste a viver come bruti, ma in materia di tasse parrebbe esattamente il contrario.
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Aggiornamento: un  lettore, che ha vissuto in Olanda ed è tuttora proprietario di un appartamento in quel paese, ci segnala alcune precisazioni sulla fiscalità a carico degli immobili:

1) Nella pratica l’Eigenwoningforfait si applica esclusivamente alle prime case gravate da mutuo: in teoria si applicherebbe a tutte le prime case; ma dal 2003 è stato introdotto un bonus per chi non usufruisce delle (alquanto generose) detrazioni fiscali legate ai mutui; questo bonus è pari all’importo dell’Eigenswoningforfait e in pratica lo annulla.

2) Il “valore locativo figurativo” non è il valore dell’immobile, ma ciò che va sommato al reddito “reale”: quantitativamente è molto simile alla nostra rendita catastale (in generale questo meccanismo di tassazione è molto simile a quello in vigore fino a pochi anni fa in Italia, quando le rendite catastali degli immobili erano soggette ad IRPEF ad aliquota marginale). Il valore dell’immobile – sulla base del quale si calcola il valore locativo figurativo – è il WOZ (abbreviazione di Waardering onroerende zaken, traducibile in “valutazione proprietà immobiliari”). Come da lei supposto, viene stimato dalle autorità che lo aggiornano annualmente. Nei limiti della mia esperienza le differenze tra WOZ e valore di mercato sono molto contenute (5-10%).

3) Nei Paesi Bassi vi sono altre due tasse più simili alla nostra IMU (in quanto calcolate su base puramente patrimoniale):
– l’OZB (Onroerendezaakbelasting, ovvero “Imposta comunale sugli immobili”) viene applicata dai comuni a tutti gli immobili (sia prime che seconde case) e solitamente è compresa fra lo 0.1% e lo 0.2% del WOZ (l’aliquota dipende dal comune);
– la tassa su “inkomsten uit sparen en beleggen” (tassa su redditi da risparmi e investimenti) invece riguarda le sole seconde case (considerate “investimenti”) ed è pari all’1.2% del WOZ. Credo sia significativo notare che – per chi dà in affitto una casa – l’aliquota elevata è compensata dal fatto che gli affitti percepiti non sono tassati.

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