Grazie Graziano, raccontane un’altra

Ebbene si, signori. Il dossettiano che regge sulle spalle il peso del governo Renzi ha sentenziato che “andiamo in Europa”. Un po’ come per le squadre di calcio di provincia, quando si appalesa la possibilità di farsi eliminare al primo turno di Europa League, la stagione successiva. Solo che nel caso specifico siamo di fronte ad un mix pericoloso di ignoranza e malafede.

“La tassazione delle rendite finanziarie ci porta in Europa e ci consente di ridurre le tasse”, ha scolpito questa mattina Graziano Delrio ad Agorà. E già qui siamo di fronte alle solite canzoncine prive di base fattuale, come vedremo a breve. Ma il meglio viene quando il nostro dossettiano di ferro, già noto per un ddl che vuole “ristrutturare” le provincie e che creerà cumuli di macerie fumanti, si è cimentato con gli aspetti più propriamente equitativi della misura. Quelli che in moltissimi, sui social network, si sono già scolati a garganella, ed ora motteggiano ebbri sull’equità:

«Io non ho mai detto di tassare i bot, ho sempre detto che noi valutavamo la possibilità di tassare le rendite finanziarie»

Non è esattamente così, ricordando cosa Delrio ebbe a dire sulla anziana signora con 100.000 euro di Bot e sulla di lei salute a seguito di prelievo fiscale aggiuntivo. Ma passiamo oltre:

«Questo è l’unico punto su cui l’Italia non è allineata con l’Europa, e l’Italia deve stare in Europa con tutto, non solamente con le cose che alcuni analisti riportano e in Europa la tassazione media sulle rendite finanziarie è molto più alta di quella italiana»

Ma anche no. Basta guardare come tassano in Germania (un totale di 30,5% con possibilità di optare per tassazione marginale Irpef, se più vantaggiosa), mentre da noi un deposito a risparmio vincolato con rendimento annuo al 2% già oggi viene tassato al 30%, inclusivo della patrimoniale del 2 per mille. In Regno Unito esiste maggiore complessità impositiva, ma ci sono anche aree di esenzione fiscale completa, per “piccoli” risparmiatori. In Spagna la cedolare secca su redditi da capitale percepiti da persone fisiche cresce col reddito di capitale percepito (oltre che essere dfifferenziata per periodo di realizzo del capital gain, con quelli di breve termine che finiscono tassati ad Irpef), ma non appare superiore al nostro livello attuale di imposizione. Quindi siamo ancora di fronte alle filastrocche ad uso di ignoranti. Ma c’è dell’altro:

«Non stiamo colpendo i piccoli risparmiatori, o coloro che investono in Bot»

Ovviamente (ma anche no) Delrio dovrebbe sapere che le due categorie non sempre coincidono. E con lui dovrebbero saperlo tutti gli editorialisti da dopolavoro e che “tengono famiglia” che questa mattina si esercitano su quanto è “de sinistra” la manovra di Renzi. Anzi, l'”informativa”, visto che di atti legislativi al momento non ne esistono ancora. A beneficio di Delrio, ricordiamo che possiamo avere persone fisiche che hanno qualche decina di milioni di euro di Btp in dossier, e sulle cedole saranno sempre tassati al 12,5%; ed esistono depositanti bancari da 10.000 euro che a breve verranno tassati al 26%. Ma evidentemente la “concretezza” del nostro ex sindaco non riesce a cogliere la distinzione sul piano dell’equità. Che si otterrebbe tassando tutti i redditi da capitale (incluse le cedole dei Btp) in dichiarazione dei redditi, con franchigia a tutela del piccolo risparmio.

Ribadiamo l’esempio operativo, per tutti quelli che “meglio tassare le rendite che le imprese ed il lavoro”: se la tassazione colpirà anche i depositi bancari, il costo della raccolta bancaria aumenterà. Le banche pagheranno di più i depositanti, e trasleranno questo maggiore costo sui prestiti ad imprese e famiglie. Però che vuoi che sia, quando c’è la fiducia e “si va in Europa”? Se invece le banche non aumenteranno il costo della raccolta ed i risparmiatori si dirigeranno su titoli di stato e risparmio postale, il gettito fiscale derivante dalla manovra verrà meno, e ci sarà un ulteriore problema di copertura, l’ennesimo. Ma anche questo non sarà un problema, per i graziosi soprammobili parlanti da salotto televisivo, quelli che vivono di chiacchiere e “la realtà, che palle, signora mia, tanto io so’ intellllettuale non allineato”. Alla fine, gli italiani hanno sempre quello che si meritano: un bel Colosseo nuovo di pacca, su cui accapigliarsi in attesa del dissesto.

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