Viva viva il parco buoi delle rendite pure

Ieri, audito dalle commissioni Industria ed Ambiente del Senato sul dl Competitività, il presidente-dirimente di Consob, Giuseppe Vegas, si è trasformato in demiurgo del mercato dei capitali al servizio del Progresso del Paese. Attività che di solito lo avvince, potendo dare fiato a tutto il proprio potenziale creativo. Ed anche questa volta non ha deluso.

Vegas ha osservato che, per incentivare la quotazione in Borsa delle Pmi, oltre ad incentivi sul lato dell’offerta con il rafforzamento dell’Ace, “sarebbe importante agire anche dal lato della domanda di quotazione, premiando coloro che intendano investire in una società neo-quotata”. E come si potrebbe ottenere, una simile incentivazione? Domanda banale, col fisco:

«Potrebbe essere prevista una detassazione dei capital gains collegati a questa operazione d’investimento»

Interessante. Ma Vegas pensa davvero che sia possibile modificare la norma fiscale solo ed esclusivamente sotto l’ipotesi che il parco buoi venga amorevolmente spinto a comprare azioni di PMI in collocamento? O magari Vegas pensa ad una forma di esenzione o attenuazione della fiscalità per chiunque detenga azioni per un periodo di tempo sufficientemente esteso, come si fa anche in altri paesi meno barbari del nostro? Se così fosse (e sarebbe l’unica possibilità, visto che appare piuttosto bizzarro pensare ad una esenzione legata alla tipoologia di collocamento azionario), si perderebbe la finalizzazione sulle Pmi della “agevolazione” fiscale. Detto per inciso, Vegas o chi per lui dovrebbero poi trovare tempo e modo per conciliare l’inasprimento di tassazione sulle “rendite pure”, tra cui figurano capital gains e dividendi, con questa ideuzza di stimolo al collocamento delle Pmi. Decidetevi, ragazzi, c’è un limite anche alla schizofrenia improvvisatoria.

Ma l’inesauribile fantasia di Vegas non si ferma qui. Serve, a giudizio del presidente della Consob “la presenza di un nucleo stabile di investitori di lungo termine e di asset manager specializzati nell’investimento in Pmi quotate e quotande”. Può anche essere, ma non si capisce perché questa debba essere preoccupazione di Vegas. I mercati e gli investitori di solito sanno badare a se stessi. Portiamo a quotazione delle Pmi ed il mercato le accoglierà, in funzione della bontà del business plan sottostante. Invece no, Vegas se ne esce con una proposta differente, che ricorda la formula del private equity.

Secondo il presidente della Consob, è

«(…) necessario prevedere l’istituzione di un Fondo di Fondi che, con un orizzonte temporale di medio-lungo termine, acquisisca partecipazioni in veicoli d’investimento specializzati in società italiane di ridotta capitalizzazione». Per Vegas, la sua costituzione e gestione «potrebbe essere efficacemente affidata al Fondo Italiano d’Investimento, la Sgr partecipata da ministero dell’Economia, Cdp, Abi, Confindustria e principali banche italiane, già pienamente operativa nel segmento delle Pmi» (Radiocor, 2 luglio 2o14)

Questa è una proposta anche di private equity. Si acquisiscono quote in Pmi quotande e le si accompagna a quotazione, puntando su una plusvalenza. Questa è la nostra lettura, perché (ribadiamolo) non ha senso prevedere la creazione di veicoli d’investimento che acquistino quote azionarie già emesse, con l’obiettivo di detenerle nel lungo periodo. Quindi il discorso cambia in modo sostanziale se parliamo di quotate anziché di quotande. Nel primo caso l’orizzonte temporale di detenzione dell’investimento non può essere un diktat pubblico. Nel secondo caso Vegas propone di fatto un private equity-incubatore statale che lascia perplessi. Se un business è attraente, esistono molti investitori che possono svolgere il compito di acompagnatori a quotazione, e non si capisce perché debbano essere pubblici. Certo, F2I si muove in ottica ed obiettivo di redditività, quindi può partecipare, eventualmente con qualche modifica statutaria, ma è importante evitare questi dirigismi gallici (nel senso di francesi), per evitare il rischio di usare soldi pubblici per prendere quote in Pmi di amici degli amici.

E soprattutto, serve sviluppare una mentalità che sia meno da rapinatori ideologizzati del risparmio impiegato in iniziative private. Deve esistere un limite alle prese per i fondelli, anche in un paese ridicolo come questo. O no?

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