A riprova del fatto che l’Italia è densamente popolata di figure “istituzionali” che sono autentici oracoli del giorno dopo e dispongono di loquaci gemelli, con i quali ingaggiano spesso singolar tenzone dialettica, il presidente uscente di Consob, Giuseppe Vegas, che poche settimane addietro ci aveva deliziato con i suoi moniti macroeconomici, credendosi il governatore di riserva di Banca d’Italia, ieri è tornato a parlare della triste condizione delle banche italiane sofferenti. E lo ha fatto polemizzando a distanza, nel tempo, col suo gemello.

Oggi si è tenuto l’incontro annuale del presidente della Consob con i mercati finanziari, che rappresenta (fatte le debite proporzioni), l’equivalente delle “Considerazioni finali” del governatore della Banca d’Italia. Questo è il settimo ed ultimo anno della guida di Giuseppe Vegas, il quale anche a questo giro non ha perso l’occasione per lanciarsi in una serie di pregevoli offtopic, su temi ed argomenti che con la sua Autorità c’entrano assai poco.

Ieri, audito dalle commissioni Industria ed Ambiente del Senato sul dl Competitività, il presidente-dirimente di Consob, Giuseppe Vegas, si è trasformato in demiurgo del mercato dei capitali al servizio del Progresso del Paese. Attività che di solito lo avvince, potendo dare fiato a tutto il proprio potenziale creativo. Ed anche questa volta non ha deluso.

A intervalli regolari il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, ama dispensare alcune valutazioni esistenziali sul sistema delle imprese quotate italiane, e non solo. Oggi si è esibito in una valutazione sulla presenza di fondi esteri in alcune realtà bancarie italiane. E’ stato meno netto del solito ma è comunque riuscito a rinverdire una tradizione di commenti non particolarmente centrati.

Se qualcuno pensa che l’eventuale uscita della Grecia dall’euro possa essere gestita senza particolari scossoni nell’attuale assetto istituzionale, ci ripensi. Oggi i mercati stanno picchiando con violenza sia sull’azionario che su obbligazionario e spread, mentre il cambio euro-dollaro ha ormai bucato al ribasso la soglia di 1,30 che pareva voler mantenere a lungo e in scioltezza.

Sull’operazione Parmalat per il ministro dell’Economia il bilancio non è negativo. “Li abbiamo costretti a un’Opa totalitaria senza colpo ferire: già questo è un risultato concreto”, ha affermato Giulio Tremonti parlando dell’Opa di Lactalis in un incontro con la stampa al termine dell’assemblea annuale della Consob.