Rischio di sindrome spagnola per le piccole banche italiane

Intervenendo oggi all’assemblea annuale dell’Abi, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, tra le altre cose, ha segnalato quello che nel settore tutti sanno, da tempo, ma pochi hanno sinora esplicitato. E cioè che per le banche di dimensioni medie e piccole il problema delle sofferenze resta in essere, e rischia di essere una ulteriore zavorra allo sblocco delle tubazioni del credito in Italia.

La proposta di Visco per le banche piccole e medie è classica: un intervento pubblico (cioè una bad bank di Stato) che possa contribuire “a superare le difficoltà che questi intermediari incontrano nel liberare i bilanci dal peso dei crediti anomali per rilanciare l’offerta di credito a famiglie e imprese”. Questi non sono concetti inediti, da parte di Visco, ma sarebbe anche opportuno che il governatore fornisse qualche idea in più riguardo le modalità operative. Invece, forse per una forma di rispetto verso governo e parlamento, Visco si limita a precisare che tale intervento “deve comunque essere compatibile con i vincoli di finanza pubblica e con le regole europee sugli aiuti di Stato”.

Questo lo avevamo già intuito, grazie. Vale quello che da queste parti si è scritto lo scorso febbraio: le banche grandi, complice anche una fase di vera e propria euforia sui mercati, che ha in alcuni casi agevolato le ricapitalizzazioni, sono nel complesso riuscite ad aumentare di molto gli accantonamenti a rettifiche su crediti e quindi ad avere bilanci mediamente puliti, operazione propedeutica alla cessione dei crediti in sofferenza a società terze specializzate. Le altre, quelle medio-piccole, espressione di localismi fatti di notabilato tromboneggiante e scarsa comprensione della realtà (quelle del “viva le banche locali, radicate nel territorio e quindi vicine a famiglie ed imprese”, ricordate?), rischiano di restare indietro e pagare un prezzo molto caro, ma soprattutto di farlo pagare all’economia del paese.

E quindi? Quindi c’è il rischio che si possa finire a chiedere prestiti all’ESM, come fatto dalla Spagna? Al momento non si può ancora dire, ma questa osservazione di Visco, fatta cadere durante l’assemblea dei banchieri italiani, dovrebbe tenere sveglio qualcuno, dalle parti di Palazzo Chigi. Perché la crisi non è di natura psicosomatica e non è che ci si pianga addosso. Il buon Silvio questo lo ha dovuto sperimentare sulla propria pelle, e poi è stato costretto a gridare e far gridare al golpe. E forse ha ragione lui, almeno in parte. Nel senso che, in questo paese, l’entità più golpista di tutte resta la realtà.

Ma se queste cose le scrive ogni volta un piccolo ed inutile blog, che non è certo un oracolo, possibile che nessun altro veda le tendenze sottostanti?

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