Il tempo vola, quando si sta fallendo

La non-notizia del giorno è che la versione “bollinata” della Legge di Stabilità conferma in toto la strategia fiscale retroattiva del governo, in disperata caccia di gettito per abbellire conti del 2014 che evidentemente sono in condizioni piuttosto problematiche causa ricaduta in recessione. Ma non finisce qui, perché i nostri eroi hanno dato prova di un virtuosismo manipolatorio “intertemporale” come forse mai si è visto, nella storia di questo paese fallito. Vediamo perché.

Come sappiamo, l’Irap per l’intero 2014 torna all’aliquota ordinaria del 3,9%. Viene quindi gettata nello sciacquone la riduzione al 3,5% prevista dal dl 66/2014. Se vi concentrate, ricorderete che questa riduzione era stata finanziata con l’aumento dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale diversi da titoli di stato, dal 20 al 26%. Quindi? Quindi, in dare ed avere, abbiamo la “fonte” che è confermata (aumento della tassazione sulle “rendite pure”), mentre l'”impiego” (taglio Irap), è cancellato. Il che si traduce in un aumento netto di imposizione, a valere sul 2014. Vi è piaciuta, questa applicazione della partita doppia al gioco delle tre carte?

E andiamo avanti. Chi nel 2014 ha pagato l’acconto Irap con l’aliquota ridotta ora eliminata dal governo, non dovrà conguagliare prima del saldo del 16 giugno 2015. Un singulto umanitario, diremmo. Ma nel 2015, vi starete chiedendo, le aziende potranno finalmente dedurre dall’imponibile Irap il costo del lavoro riferito a contratti a tempo indeterminato, e cominciare quindi a respirare? No. Come segnala oggi il Sole,

«Nel determinare il saldo dell’Irap in scadenza il 16 giugno 2015, non si potrà beneficiare neanche della nuova agevolazione sulla deduzione integrale del costo del lavoro derivante da contratti a tempo indeterminato. La “neutralizzazione” della componente lavoro dalla base imponibile Irap scatterà soltanto dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014. Tradotto in soldoni, il beneficio si vedrà solo al momento dei versamenti d’imposta da effettuare nel 2016, al netto della scelta per l’acconto previsionale»

E’ chiaro? In altri termini, le aziende vedranno il beneficio del taglio Irap solo nel 2016. Date un’occhiata al calendario, in caso foste distratti. Questa manovra è perfetta per farci una bella campagna dal titolo “Fate presto, senza fretta“.

Altra ciliegina sulla torta, la retroattività al primo gennaio 2014 è confermata anche per le somme percepite da eredi beneficiari di polizze vita, al netto della componente demografica, che è comunque piccola (e spesso piccolissima) parte del capitale erogato. Quindi chi ha incassato nei mesi scorsi si vedrà recapitare una bella e pesante cartella di pagamento. Non si può più nemmeno riposare in pace. I più perspicaci tra voi avranno colto che qui abbiamo un aumento di tassazione su una norma che formalmente partirà solo il prossimo primo gennaio 2015, a differenza dell’Irap, dove comunque ci sono sovrapposizioni tra saldi ed acconti tra un anno e l’altro. Voi capite che, se questo è il modus operandi, in un futuro non troppo remoto potremo attenderci l’insorgere di debiti d’imposta riferiti agli anni precedenti. Ad esempio, voi, cosa stavate facendo nel 1987? Avete qualcosa da nascondere al fisco?

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