I più letti nel 2017 su Phastidio

  1. Il mistero del Pil gonfiato dal deflatore;
  2. Reddito di cittadinanza, una demagogica stangata epocale;
  3. Lavorare gratis, lavorare tutti. E smettere di sniffare trielina;
  4. Il ritorno del bailout nel paese che non si salverà;
  5. Buone notizie all’italiana: l’Iva diminuisce. Aumentando meno del previsto;
  6. Spagna e Italia, modi alternativi di fare deficit;
  7. La triste storia di Matteo, che ignorava l’esistenza del ciclo economico;
  8. Dosi di assurdo;
  9. Lira funesta;
  10. Il non-necrologio del M5S;

Ed una segnalazione-reminder agli articoli realizzati finora per testate giornalistiche.

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L’Italia chiude il 2017 con una ripresa economica decente, che si inserisce in quella più generale europea e globale. Restano numerose aree di incertezza, sia globali (Corea del Nord, Trump, Fed, normalizzazione della politica monetaria da parte della Bce), ma possiamo dire che il nostro risultato è positivo, pur se resta quello di un paese a limitato potenziale di crescita, per motivi demografici e da limitata ristrutturazione in senso competitivo della propria economia.

Tra poche settimane avremo un’elezione che ci darà un parlamento appeso. Capiremo allora se anche il paese è destinato ad impiccarsi per ingovernabilità o se riusciremo a trovare un governo da equilibrio stabile, nella sua instabilità. Su tutto, l’unico indice che conta, per il nostro futuro: riuscire a piegare il rapporto debito-Pil.

Buon 2018, e ricordate: c’è sempre il rischio che vada molto peggio, prima di andare meglio. In Italia, questo rischio è una certezza. Ma anche per il 2018 vedo difficile che l’Italia possa liberarsi del suo vittimismo e della sua tendenza ad accusare il solito destino cinico e baro.

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