Gli assessorati al Sorriso e il Nucleo della Concretezza

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

come è noto quando in Italia non si vuole risolvere un problema, specie se particolarmente importante o grave, il primo rimedio (inutile) al quale si pensa è una bella commissione di inchiesta. Titoli sui giornali, nomine, incarichi, forse qualche gettone di presenza e poi l’immancabile dimenticatoio.

In assenza delle commissioni, altri sono gli strumenti spesso condannati allo sterile vaniloquio: un bell’Osservatorio, che generalmente nelle riforme, specie relative alla pubblica amministrazione, non mancano mai; oppure un Ufficio di Progetto, un Commissario. Se si vuole pensare in grande, anche un’Autorità o una bella Agenzia indipendente.

Cosa manca? Ah sì, qualche Nucleo. Negli anni ‘90, ad esempio, all’epoca delle riforme della “privatizzazione” (mai compiuta) del rapporto di lavoro pubblico, venne reso obbligatorio, ad esempio, il Nucleo di valutazione, organismo deputato a valutare, appunto, i risultati dei dipendenti allo scopo di verificare se ed in quale misura potessero essere loro distribuiti premi produttivi.

Poi, venne la riforma Brunetta. E parlare di “risultato” non piacque più, troppo agée, troppo poco “Milano da bere”. Si preferì, quindi, sostituire al risultato la performance, qualunque cosa voglia dire: del resto, se è una parola straniera deve essere sicuramente molto trendy e fa grandissimo chic usarla nei libri, nei brainstorming e nei programmi aziendalistici pubblici all’amatriciana.

In presenza della performance il Nucleo di valutazione perse fascino: si pensò di sostituirlo, quindi, con l’Organismo Indipendente di Valutazione, talmente indipendente da essere nominato dall’organo di governo dell’ente da valutare.

Era venuta l’ora di fare giustizia, e di riportare i Nuclei in auge. Quindi, caro Titolare, quale migliore occasione di un disegno di legge di riforma della PA improntato alla “concretezza”?

Ed ecco, allora, il concretissimo “Nucleo delle azioni concrete di miglioramento dell’efficienza amministrativa, che fortunatamente per brevità potrà anche essere chiamato “Nucleo della concretezza”.

Per approvare una legge concretamente ispirata alla concretezza, Titolare, non poteva non esservi un apposito Nucleo della concretezza. La concretezza è concretezza, senza Nucleo, che concretezza è?

Del resto, in uno Stato efficiente, la propria organizzazione amministrativa non può non essere preposta al presidio di sentimenti o di concetti astratti. L’Italia è piena di comuni con assessorati “al sorriso” o alla “felicità”. E immaginiamo gli agenti della Polizia municipale intenti, in quei comuni, a sanzionare duramente qualsiasi cittadino non sufficientemente felice o sorridente, secondo le indicazioni dell’assessore di turno.

Poteva, quindi, il Governo non avvalersi di un Nucleo della concretezza? No. Non poteva. Un Nucleo che con i suoi occhiuti funzionari (una cinquantina, più tre dirigenti) vigilerà e se qualche amministrazione statale non sarà sufficientemente concreta, beh, allora interverrà severamente, come i vigili dei comuni nei quali la felicità è un assessorato. Il Nucleo si muoverà rispettando le tracce di un Piano triennale delle azioni concrete per l’efficienza delle pubbliche amministrazioni. Ed essendo un Nucleo della concretezza, assicurerà, secondo il disegno di legge, “la concreta realizzazione delle misure indicate nel Piano”.

So, caro Titolare, che queste notizie turbano e spero che nel leggere questi pixel sia rimasto saldamente seduto sulla sedia. Anche perché vi è un’altra grande prova di concretezza. Sa, Ella, infatti, nell’ottica della semplificazione e della lotta alla burocrazia cosa farà il Nucleo quando a verificare se le amministrazioni sono sufficientemente concrete? Un immancabile “processo verbale”, persino sottoscritto dal rappresentante dell’amministrazione vigilata. Ecco, Titolare, nella PA effettivamente mancavano adempimenti e verbali da sottoscrivere. Ma, per fortuna, la concretezza ne porta di nuovi ed ulteriori, per dare fiato.

E sulle risultanze del verbale, le amministrazioni vigilate potranno anche esporre osservazioni e fornire documenti, che il Nucleo valuterà, concretamente. Ma se la concretezza non fosse sufficientemente concreta? Il Nucleo pubblicherà un elenco delle amministrazioni che non avranno rispettato le indicazioni concrete per rendere concreta la concretezza. Con anche responsabilità disciplinare dei dirigenti, e pazienza se le misure organizzative i dirigenti non possono attivarle laddove non vi siano risorse e programmi decisi dagli organi politici di governo.

Altra grande azione concreta: nel rispetto dello spirito di innovazione che caratterizza la riforma, a supportare il Nucleo della concretezza sarà ovviamente un’amministrazione nota per la grande apertura alla modernità e alla lotta alla burocrazia: le prefetture, che vigileranno sulla concretezza degli enti locali, oltre a ricevere debita copia del processo verbale delle visite ispettive.

Insomma, Titolare, finalmente siamo in una botte di ferro molto concreta. Sia concreto: non vedeva l’ora, vero?

Concreti saluti.

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