La Nadef di Schrödinger e la copertura di Linus

Finalmente pubblicata sul sito del MEF la Nota di aggiornamento al DEF 2019 (NaDef), ecco qualche spigolatura sui grandi saldi, a compendio dei miei commenti generali sulla prossima legge di bilancio incorniciata da tale Nota (a proposito, li avete ascoltati?)

Mettiamo quindi a confronto il quadro tendenziale, cioè quello che si realizzerebbe a legislazione invariata, condizionato soprattutto dall’aumento Iva legato alle clausole di salvaguardia, e quello programmatico, relativo agli interventi che il governo si prefigge di attuare. È tutto nella Tabella I.3:

Partiamo dalla voce “indebitamento netto”, cioè il rapporto deficit-Pil. Per il 2020 passa da 1,4% del tendenziale, che considera l’aumento Iva, a 2,2% del programmatico. A qualcuno sembrerà quindi una modifica espansiva, perché il deficit aumenta. Ma gli aumenti Iva valgono circa 1,3% del Pil. Se li sommassimo a 1,4%, cioè se li neutralizzassimo facendo semplicemente aumentare il rapporto deficit-Pil, avremmo 2,7% e non 2,2%.

Quindi, in valore assoluto, la manovra netta è restrittiva per lo 0,5% del Pil. Sorpresi? Non dovreste. Questo è quello che accade quando i governi passano gli anni ad accumulare cambiali che continuano a rinnovare a scadenza, per importi crescenti.

Che impatto avrà, quindi, questo budget che in termini netti appare restrittivo e non espansivo? Secondo il governo, innalzerà la crescita 2020 dallo 0,4% allo 0,6%, quindi lo 0,2%. Ma da cosa deriverebbe questa espansione? Sempre secondo l’esecutivo, la disattivazione delle clausole Iva dovrebbe avere un impatto espansivo dello 0,3%. Questo dato lo trovate nella Tavola II.3:

Attenzione: non fatevi fuorviare dalla indicazione “Rimodulazione imposte indirette”. Qui significa solo “disattivazione degli aumenti Iva”, e non altro. E questo significato è mantenuto anche per il 2021. A essere maliziosi si potrebbe interpretare questa terminologia come la predisposizione per altro, ma noi non siamo maliziosi, notoriamente. E i nostri politici sono intellettualmente onestissimi, altrettanto notoriamente.

Io però ho una domanda da porvi: secondo voi, davvero lo scampato pericolo degli aumenti Iva produrrà un effetto espansivo? O piuttosto gli agenti economici, cioè famiglie ed imprese, lo avevano già scontato? Se la risposta giusta è la seconda, la legge di bilancio 2020 finirà a sottrarre crescita anziché crearne.

Altro contributo espansivo sul 2020, pari allo 0,1%, verrà dalla riduzione del cuneo fiscale, misura che partirà il primo luglio per soli 2,7 miliardi e metterà nelle buste paga dei dipendenti con reddito sino a 26 mila lordi annui ben 20 euro mensili in più, sommandosi al Bonus Renzi. Maggiori entrate (quelle da “lotta all’evasione”) e riduzione di spese causeranno un effetto restrittivo complessivo dello 0,2%, secondo il governo.

Mentre attendiamo di capire se i nostri venditori di fumo metteranno tutto nella busta paga di luglio (sarebbero circa 1.200 euro nel 2020), per dare la famosa “mensilità aggiuntiva”, rivolgiamo un pensiero a tutti quelli che si troveranno a guadagnare 26.001 euro, e verranno esclusi dalla misura o magari dovranno restituire la mensilità. Anche qui, aliquote marginali effettive da esproprio oppure il phase out (che i politici italiani tendono, non so perché, a chiamare décalage, oh là là), che tenta di smorzare la brutalità del danno per chi supera la fatidica soglia. Ma il phase out lungo è maledettamente costoso.

Veniamo alle modalità di “copertura” di questo differenziale dello 0,8% di aumento del deficit-Pil. Se osservate la tabella comparativa tra tendenziale e programmatico, vedrete che esso deriva per 0,8% dalla riduzione della voce “Saldo primario”, e per lo 0,1% dalla voce “Interessi” (“grazie Mario. Draghi”).

Ecco dunque un veloce riepilogo per chi ha fretta:

  • La manovra 2020 è dichiarata espansiva perché peggiora il rapporto deficit-Pil strutturale, cioè corretto per il ciclo, ma è restrittiva per lo 0,5% di Pil se le clausole Iva fossero state trasferite interamente a deficit. Una specie di gatto di Schrödinger, quindi;
  • L’impatto espansivo 2020 è per il 150% (0,3% Iva vs. 0,2% totale) affidato all’effetto “scampato pericolo” da disattivazione degli aumenti Iva. Come dire che non esiste, ma non vorrei essere disfattista;
  • Le “coperture” al maggior deficit sono fatte riducendo l’avanzo primario e incassando la riduzione degli interessi sul debito pubblico, grazie al crollo dei rendimenti gentilmente offerto dalla Bce. Una specie di copertina (anzi, di copertura) di Linus, in pratica;

Come dire, non si inventa nulla, la coperta è sempre più corta ma le idiozie sul meraviglioso futuro che ci attende fioriscono liete.

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