Recovery Fund? Niente condizioni, siamo italiani

Merkel Macron Recovery Fund

Nella giornata di ieri, Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno ufficializzato lo schema previsto per il cosiddetto Recovery Fund: emissione di bond nella capacità della Ue, prodotta entro la cornice finanziaria settennale. Analizziamo la filosofia dello strumento e come impatterà sul nostro paese, se dovesse nascere in queste forme.

Intanto, la dimensione: 500 miliardi. Ci si aspettava un multiplo di quella cifra ma nulla esclude che possa crescere col passare del tempo, magari affiancando alla “ricostruzione” post pandemia altre missioni. La novità è che con questa struttura la Ue aumenta notevolmente il proprio volume di fuoco “autonomo” nel reperimento di risorse finanziarie.

Altro beneficio di questa soluzione è il fatto che si porrebbe al riparo da dispute teologiche promosse da corti costituzionali nazionali. Quindi, la Bce potrebbe comprare senza apparenti limiti i bond emessi, che comunque avrebbero vastissimo mercato, stante il loro elevato rating.

Ma come funzionerebbe il meccanismo? I paesi della Ue contribuiscono al bilancio comunitario in base alle solite regole, cioè reddito nazionale lordo più quota del gettito teorico Iva. Le erogazioni avverrebbero invece secondo il “bisogno”, cioè la valutazione della gravità dell’impatto della pandemia su stati e regioni dei medesimi.

Questo è esattamente l’aspetto “solidaristico” o di trasferimento di fondi. Non c’è simmetria tra contributi nazionali e fondi ricevuti. I singoli stati versano contributi secondo la solita formula e poi ricevono sovvenzioni, cioè erogazioni a fondo perduto ma finalizzate allo scopo. Così, per non confondervi, potrebbe accadere che l’Italia contribuisca per 100 e riceva 300, e che la Germania paghi per 150 e riceva 50.

Per una Ue che sinora ha usato solo logiche strettamente riassicurative e di segregazione nazionale del rischio, dove cioè i fondi messi in comune sono presi a prestito dal paese che ne ha bisogno, con vincolo di restituzione, è una rivoluzione epocale, anche se partendo da un importo relativamente contenuto. E sì, questo È un esempio di eurobond.

Ovviamente, non è tutta discesa. Intanto, la dimensione del programma è “piccola”, e comunque ben inferiore alle attese esplicite di paesi come Italia e Spagna:

Ma subito c’è chi non intende parlare di sovvenzioni ma vuole solo i tradizionali prestiti, in logica riassicurativa, e per giunta senza nemmeno aumentare il bilancio pluriennale:

E gli italiani, che stanno eroicamente tentando di creare la Cassa del Mezzogiorno d’Europa, al grido di “datece li sordi” o ci facciamo esplodere in una stanza di cemento armato? Palpabile delusione per la dimensione prospettata da tedeschi e francesi. Il premier Giuseppe Conte ha un numero in mente, bontà sua, mentre i suoi alleati e la non meno prestigiosa opposizione vogliono millemila miliardi a gratis, “perché noi valiamo”.

Ma attenzione, non è finita: per avere quei fondi servirà un processo di valutazione del danno pandemico, quindi una struttura comunitaria dovrà valutare. Oltraggio! Come si permettono questi affamatori di orgogliosi popoli sovrani anche solo di pensare che sia possibile ingerirsi nelle nostre sovrane valutazioni di quanto ci serve a titolo gratuito per i nostri ambiziosi progetti di neoumanesimo? Ma pensano forse che siamo un protettorato? Una colonia? Degli indios davanti a Cristoforo Colombo ed ai suoi sgherri?

Ma soprattutto: attenzione, battaglione, arriva il trappolone! Pare che la concessione di sovvenzioni non sia solo subordinata allo stato di necessità valutato da terzi rispetto al sovvenzionato, ma che qualche manina abbia messo anche condizionalità aggiuntive, del tipo

Questo supporto alla ripresa integra gli sforzi nazionali ed il pacchetto concordato all’Eurogruppo, e sarà basato su un chiaro impegno degli Stati Membri a perseguire solide politiche economiche ed un’ambiziosa agenda di riforme.

Ecco, visto? Vogliono fregarci a valle, dandoci il via libera a monte! Vogliono che chiudiamo ospedali, tagliamo pensioni, facciamo crollare ponti; vogliono impedirci di avere un boom di occupazione con Quota 100, che vorremmo portare a Quota 90 quando ci daranno li sordi; vogliono impedirci di avere una compagnia di bandiera, maledetti!

E quindi, okkio: vogliono fregarci. Ma noi vigiliamo, e siamo pronti a fare da soli, emettendo centinaia di miliardi di Btp patriottici, purché “garantiti dalla Bce”, whatever it means. Ora e sempre, no pasaran. Sussidio, o muerte!

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