La pentola d’oro in fondo al complotto

Ricordate la saga di GameStop? La società di videogame con negozi fisici condannata a morte dal gaming online, che sta cercando di cambiare pelle. E forse ricorderete anche che, per il solo fatto di aver annunciato questo tentativo di mutazione, fu al centro di un esplosivo fenomeno rialzista che bruciò le penne a gestori professionisti che avevano scommesso sul ribasso del titolo. Oggi, questa meme stock torna alla ribalta per una teoria cospirativa, l’ennesima.

In soldoni, e sempre nel solco di quanto fatto in passato, i fanatici del forum Reddit che discute animatamente di scommesse su Wall Street hanno deciso che il titolo GameStop e altre meme stock, le cui quotazioni nel frattempo sono state fortemente ridimensionate, sono in realtà una vera miniera d’oro, se solo si saprà attendere e tenere la posizione.

Spremere a sangue i ribassisti

Quello sarà il glorioso giorno della “madre di tutti gli short squeeze“, cioè del violento rialzo da ricoperture di posizioni ribassiste. C’è anche un assai googlato acronimo, MOASS. Il fatto che in esso sia contenuto un riferimento ad una parte anatomica non tragga in inganno: l’affare si ingrossa davvero.

La teoria afferma che i cattivi hedge fund (chi altri?) avrebbero continuato a vendere allo scoperto le azioni GameStop, occultando però questa attività con la complicità dei broker. Quindi le posizioni “corte” sul titolo sarebbero ben superiori a quel 15% di flottante che emerge dalle statistiche ufficiali. Di conseguenza, basta tenere la posizione e, quando i ribassisti capitoleranno con acuto dolore, molti “hodler” diverranno ricchi e potranno cambiare vita.

Chi sono gli hodler? Sono i discepoli della “religione” dell’Hodl, che sarebbe l’acronimo di “Hold on for dear life“, una sorta di invocazione a tenere le posizioni, costi quel che costi. Religione nata nel mondo delle criptovalute ma che si è evidentemente estesa, in un evidente processo di gamification, al mondo dei meme stock, cioè ad azioni che vivacchiano, spesso in attesa di tirare le cuoia, e che improvvisamente ritrovano smalto in modo del tutto indipendente dalla realtà dei loro fondamentali economici e finanziari.

Il segreto di queste resurrezioni, come sappiamo, è l’azione di pattuglie di piccoli e meno piccoli investitori e trader, che operano secondo uno schema caratteristico: comprano opzioni call, cioè rialziste, con scadenza spesso brevissima, su titoli che notoriamente sono pesantemente venduti allo scoperto dagli investitori istituzionali.

Il complotto di hedge fund e broker

Chi vende le call a questi trader deve coprirsi comprando l’azione sottostante. Può quindi accadere che, in circostanze particolari, questa operatività inneschi rialzi dei prezzi che finiscono col costringere i ribassisti a chiudere le perdite, ricomprando le azioni e trasformando una palla di neve in valanga: lo short squeeze, appunto.

Dopo oltre un anno di montagne russe, sempre su valori molto superiori a quelli che aveva quando è iniziata questa assurdità, ora i fedeli della religione del MOASS e di GameStop hanno trovato la teoria cospirativa che fa al caso loro: l’entità delle posizioni vendute allo scoperto dichiarate dai broker nelle statistiche ufficiali sarebbe una infima parte di quella effettiva.

Perché? Secondo i nostri complottisti, perché sarebbe in atto una operazione occulta basata sulle vendite allo scoperto cosiddette “nude”, cioè quelle -formalmente vietate- in cui non si prende a prestito il titolo che si vuole vendere. Come sia possibile tenere in essere delle vendite allo scoperto “nude” per un periodo protratto senza farsi scoprire, scusate il gioco di parole poco involontario, resta un mistero.

Attendendo la ricchezza

Ma i nostri eroi hanno trovato il modo per fare emergere il complotto: si chiama registrazione diretta della proprietà azionaria, e aggira la custodia dei broker. Oltre centomila azionisti di GameStop vi hanno sinora fatto ricorso. In questo modo, i seguaci ritengono di poter finalmente e facilmente identificare chi sta vendendo allo scoperto senza prendere a prestito i titoli, in combutta con i broker.

Tutto molto bello, tutto molto svalvolato. Soprattutto, tutto privo di inutili orpelli come il riferimento al valore sottostante della società. Ma sono dettagli. Il Wall Street Journal ha persino rintracciato alcuni fedeli hodler, che di giorno hanno un lavoro “normale” e la sera si documentano sulla rete e su Reddit, pregustando il giorno in cui il complotto degli hedge sarà portato alla luce e si scatenerà la battaglia finale: MOASS, la madre di tutti gli short squeeze.

L’azione GameStop schizzerà a migliaia, forse milioni di dollari a pezzo, le élite finanziarie saranno ferite, forse a morte, e legioni di piccoli e umili sfruttati diverranno ricchissimi e potranno smettere di lavorare. Ma non è meraviglioso, tutto ciò? Nel frattempo, alcuni sociologi da dopolavoro avranno elaborato ardite tesi sulla nuova incarnazione di Occupy Wall Street, compiacendosene.

Giochiamo a tenere o a vendere?

La religione dell’Hodl è questo, alla fine: credere di poter far sparire il flottante di un titolo, o di una criptovaluta, e in tal modo farne esplodere il prezzo, sbaragliando i ribassisti, appena gli ultimi gonzi dello schema Ponzi riveduto e corretto avranno capitolato, cercando di comprare a prezzo ormai proibitivo il loro biglietto vincente della lotteria.

A me resta una domanda: come si comporterà il popolo di Reddit in caso di ribassi dei corsi azionari, fuori dal manicomio dei meme stock? Ad esempio in questo periodo, dato il nervosismo presente sui mercati per la prossima stretta monetaria delle banche centrali. Forse compreranno opzioni put, cioè ribassiste, per imprimere alla tendenza un andamento esplosivo, cambiando religione? Lo scopriremo, ma forse è utile sin d’ora inserire nell’equazione dei mercati anche il ruolo di questi gamer complottisti.

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