Il post-cast: il caso GameStop non è il ritorno di Occupy Wall Street

Una gigantesca manipolazione di mercato "dal basso", aiutata dalle nuove tecnologie e dall'abnorme liquidità presente sui mercati, viene scambiata per un episodio di "giustizia" contro gli odiati speculatori ribassisti. Nulla di ciò, e per molti finirà male

Ma solo l’ennesimo episodio di manipolazione di mercato

L’esplosione delle quotazioni di un’azienda avviata ad un declino strutturale ha inflitto perdite miliardarie a hedge fund e altri investitori istituzionali specializzati in vendite allo scoperto. Un trionfo per i piccoli retail trader contro gli squali di Wall Street? Narrazione troppo semplicistica e moralistica.

Elementi del quadro: un’azienda il cui modello di business è obsoleto e in via di estinzione, la presenza di pesanti scommesse ribassiste sul prezzo della sua azione. Poi, a dicembre, le quotazioni salgono lievemente, forse per la tendenza caratteristica delle fasi rialziste prossime all’esaurimento, quella in cui si tenta di comprare “quello che è rimasto indietro” e serpeggia la FOMO (fear of missing out, paura di perdere il treno dei soldi)

La palla di neve originatasi sui social, con la parola d’ordine “comprare”, soprattutto a mezzo di opzioni call (rialziste) il cui prezzo di esercizio è lontano dalle quotazioni di mercato, prende velocità grazie allo scarso flottante, cioè alla bassa liquidità del titolo. Panico da ricoperture, prezzo che strappa al rialzo, l’hedge fund più esposto allo short che perde miliardi di dollari e deve essere salvato da altri hedge. Lo schema si estende in giro per il mondo, a beneficiare azioni di società in apparente declino e quindi molto shortate.

Leggi anche: Tra bolle e locuste rialziste, chi fermerà il gioco?

Il principale broker “popolare”, quello che consente di operare a zero commissioni e comprare non un’azione ma addirittura una frazione di essa (tipo 0,1 azioni Amazon), e metterla a leva, cioè indebitarsi per amplificare enormemente i guadagni (e le perdite), si trova a gestire un’onda di piena senza precedenti. A questo punto, scatta la richiesta della cassa di compensazione, che garantisce il buon fine delle operazioni e presso cui i broker devono depositare fondi liquidi: servono più soldi a garanzia. Come accade ogni volta che aumentano volumi scambiati e volatilità.

“Giù le mani dal valoroso popolo di Reddit!”

Robinhood, il broker “popolare”, per reperire quei soldi è costretto a tirare linee di fido e chiedere un miliardo di dollari di nuovo capitale ai propri azionisti. Nel frattempo, per evitare di finire insolvente, decide di bloccare prima e limitare fortemente poi, l’operatività sul titolo GameStop e sugli altri fortemente speculati. Misure simili, per gli stessi motivi, prendono gli altri broker “popolari” (Schwab, TD Ameritrade, Webulls). Scandalo: la deputata socialista Dem Alexandria Ocasio-Cortez tuona contro Robinhood che avrebbe agito per favorire Citadel, un hedge fund, a danno del popolo dei risparmiatori.

E qui, il caos raggiunge lo zenit. Robinhood nulla c’entra con l’hedge fund Citadel, perché in realtà ha rapporti con Citadel Securities, che è un market maker. Robinhood vende a quest’ultima i dati dei propri clienti, ricavando quei soldi che le consentono di non far pagare commissioni. Questa prassi è sotto indagine da tempo da parte della SEC, la Consob statunitense. Com’era? “Se un prodotto è gratis, il prodotto sei tu”. Ma questo nulla c’entra con la nostra storia, ricordate.

Il fondo Citadel ha aiutato Melvin, l’hedge fund travolto dal “popolo di Reddit”, con iniezioni di liquidità finalizzate a compartecipazione ai ricavi, ma senza prenderne il controllo. Nessuno sa se Citadel fosse short su GameStop ma, soprattutto, Robinhood nulla c’entra col fondo Citadel, visto che lavora col market maker. E le limitazioni al trading in azioni GameStop sono state attuare anche da altri broker, per motivi legati al clearing.

Ride bene chi shorta ultimo

Come finirà? Semplice: che il prezzo di GameStop precipiterà sulla terra, e qualcuno perderà la camicia. Sarà il Greater Fool. Gli hedge e gli altri istituzionali stanno già attivando “carotaggi” di intelligenza artificiale sui forum social, per identificare segnali precoci da usare per trading. Ride bene chi shorta ultimo, per farvela breve.

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E saranno gran soldi, visto che si parte dalla stratosfera. Tra i “piccoli pirati” di Reddit qualche professionista riuscirà a fare soldi comunque, dopo aver aizzato le folle. E comunque è già accaduto, col private equity Silver Lake Partners che ha fatto un centinaio di milioni grazie allo strappo della resuscitata catena di sale cinematografiche AMC.

Nota a margine: chi specula allo scoperto tende ad essere detestato dalla pubblicistica e dal senso comune, come affamatore di popoli. Ci si dimentica che chi opera allo scoperto, oltre ad assumersi un rischio teoricamente illimitato, fornisce al mercato un servizio di liquidità. Questo ovviamente in teoria: gli abusi sono sempre possibili e talvolta il normale short selling regolamentato degenera in cornering di un mercato.

Ma l’operatività al ribasso ha una sua utilità: pensate a The Big Short e capirete cosa intendo.

Questo e molto altro in questo podcast di durata anomala, giustificata dalla complessità tecnica di un episodio la cui lettura pubblica (cioè da parte di non addetti ai lavori) è decisamente troppo “pigra” . Con un invito: non facciamo moralismo fuori luogo, se possibile. Buon ascolto.

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