Cina, l’app contro il virus della protesta

L’approccio cinese al cosiddetto Zero Covid si avvale della tecnologia di tracciamento e di controlli pervasivi, anche in base a profilazione dei cittadini e dei loro comportamenti. Ad esempio, chi si reca in farmacia per prendere un farmaco per il raffreddore può farlo solo a mezzo di identificazione preventiva. Dopo un simile acquisto, l’inserimento dei dati nel sistema determina che, al momento di entrare in un luogo pubblico, dal cellulare del malcapitato parte un rumoroso allarme, che gli causa il vuoto intorno, e l’ordine di sottoporsi a test per il Covid.

Se il test è positivo, l’app segnala un codice rosso che obbliga a mettersi in quarantena presso la propria abitazione o in una struttura ufficiale. Il problema è che pare che “qualcuno” abbia deciso di usare il sistema di tracciamento per altri scopi. È accaduto a Zhengzhou, la capitale provinciale dello Henan.

Codice rosso, sgomberare

Alcune centinaia di cittadini, giunti in città per protestare contro il blocco dei loro risparmi ad opera di alcune banche rurali in difficoltà finanziaria, appena arrivati in stazione e al momento di leggere il QR Code che doveva autorizzare il via libera, hanno ricevuto la segnalazione di codice rosso e sono stati portati dalla polizia presso alberghi di quarantena, per essere poi rimessi sul treno di ritorno il giorno successivo, in violazione delle norme sul confinamento. All’indomani del rientro a casa, il codice è tornato verde.

YouTube video

Situazioni del genere sono accadute anche in occasione di proteste davanti alla sede del regolatore bancario sempre di Zhengzhou, a seguito dello stallo nella costruzione di edifici per i quali i cittadini avevano già versato acconti. Dopo le proteste sui social, il pass è tornato verde.

Ci sono anche stati racconti di vero e proprio “virtuosismo” di sorveglianza digitale. Ad esempio, un cittadino mai stato a Zhenghzhou per protestare ma depositante delle banche contestate, scansiona il QR code ricevuto per telefono da un conoscente, e subito riceve il codice rosso; sua moglie fa lo stesso ma nulla accade, forse perché lei non è depositante di quella banca.

Dopo le proteste, il regime ha deciso di intervenire e sanzionare le autorità locali di Zhengzhou, con la motivazione che in nessun caso l’app sanitaria deve essere utilizzata per scopi differenti, per evitare di minare la credibilità del sistema di tracciamento sanitario. Bontà loro.

Anche ipotizzando un eccesso di zelo da parte delle autorità locali nella gestione dei sistemi e dei database, che evidentemente hanno la possibilità di essere gestiti anche a livello decentrato, e anche ammettendo che le autorità centrali abbiano effettivamente realizzato la pericolosità di simili utilizzi disinvolti e impropri del sistema di tracciamento, il potenziale di sorveglianza sociale verso cui la Cina si dirige resta elevatissimo. Perché, come noto, laggiù i dati personali sono qualcosa di troppo importante per lasciarli a chi li produce.

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