I gemelli del Palazzaccio e le leggi on demand

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Lo scorso novembre, la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sancì che al pubblico impiego deve applicarsi la riforma Fornero dell’articolo 18 e quindi anche ai dipendenti pubblici è negata la tutela del reintegro. Ma, si sa, in Italia esistono sempre i doppi simmetrici di ogni persona e istituzione. Così, il 9 giugno il doppio della Corte di Cassazione, la enoizassaC id etroC, ha al contrario affermato che al pubblico impiego non può applicarsi la riforma dell’articolo 18 e che, quindi, per i dipendenti pubblici resta il reintegro nel caso del licenziamento illegittimo.

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Investire, ed investirete

Come ormai sanno anche i paracarri, in Italia è divenuta questione di vita o di morte “fare affluire”, “canalizzare” o altra immagine idraulica, il denaro dei risparmiatori verso le imprese, meglio se piccole e medie. Ormai ne parlano anche nelle previsioni del tempo, è la nuova crociata nazional-popolare, il proiettile d’argento che ci salverà dalla perdizione. Nel frattempo, si scoprono gli arcinoti problemi della previdenza complementare volontaria, come ad esempio l’interruzione dei versamenti causa crisi, ma anche l’esosità della pressione fiscale sullo strumento previdenziale integrativo. Gli scopritori di queste criticità tendono ad appartenere allo stesso gruppo di quelli che li hanno provocati.

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La riserva veneta

Oggi il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha espresso tutta la sua preoccupazione per il futuro del credito nella sua regione. Ne ha motivo, vista la periclitante condizione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. È di oggi l’accorato appello di Zaia:

«Spero che queste due banche [Veneto Banca e Popolare Vicenza, ndPh.] restino con dei capitali e dei riferimenti stabili in Veneto ma non solo per un fatto identitario ma anche per un fatto di economia: abbiamo 600 mila partite Iva, famiglie e imprese che hanno bisogno di un istituto di riferimento» (Ansa, 8 giugno 2016)

Ma che significa “istituto di riferimento”? Forse Zaia pensa che, se in Veneto non agisse una banca con capitali veneti, i residenti non vedrebbero più prestiti? Ebbene sì, il rischio esiste.

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Urge imposta patrimoniale sulle fiabe o terapia per la demenza politica di un popolo

Ad ennesima conferma del fatto che l’Italia è un paese pietrificato guidato pro tempore da pifferai che sostituiscono il wishful thinking alle analisi costi benefici e che altrettanto regolarmente finiscono contro gli scogli della realtà, oggi su Repubblica trovate un pezzo a firma di Roberto Petrini che rappresenta forse il millesimo caso di reiterazione del vaste programme di razionalizzazione delle agevolazioni fiscali, altrimenti note come tax expenditures. Non c’è nulla di inedito nell’articolo, se non la testimonianza della coazione a ripetere di un paese in bancarotta intellettuale. Con una piccola grande aggravante che è specifica al governo Renzi.

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Un artificio fasullo che ha reso ancor più inefficiente l’Irpef

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La polemica di questi giorni sul bonus 80 euro che circa 1,4 milioni di lavoratori si sono trovati a dover restituire in sede di conguaglio serve in realtà ad evidenziare la più generale incoerenza di una misura dal pessimo disegno e che irrigidisce i conti pubblici nel momento in cui il dibattito pubblico ha inopinatamente riscoperto che serve tagliare il cuneo fiscale, mentre una propaganda raffazzonata proclamava sino a poco tempo fa che l’operazione era stata compiuta con successo.

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Il settimanale – 4/6/2016

Piccoli problemi per i percettori del bonus Renzi incapaci di prevedere il futuro, soprattutto la loro incapienza fiscale; Altri, invece, hanno dimostrato di essere dei veri e propri veggenti; “Piove, mercato ladro”, disse la decotta classe dirigente di un paese in stato pre-fallimentare; E tuttavia siamo così avanti che abbiamo inventato la satira governativa; Arriva la trasparenza in salsa renziana della … Leggi

Un popolo di trader

Su l’Espresso di questa settimana, un articolo di Vittorio Malagutti illustra una interessante transazione compiuta alcune settimane addietro da una banca popolare italiana che da qualche tempo si segnala per attivismo aggregante, rilevando banche in dissesto o più propriamente prossime alla liquidazione. La banca in questione sta per trasformarsi in Spa ed è la scolaretta prediletta del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, avendo annunciato ormai molte settimane addietro di voler procedere alla cartolarizzazione di sofferenze bancarie ricorrendo alla garanzia pubblica sulla tranche senior. Mentre attendiamo il passaggio dalla fase degli annunci a quella operativa, ecco la storia di una cessione di azioni assai tempestiva.

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Le asimmetriche divinazioni da 80 euro

Non è che le cose non fossero chiare, da subito. Non è che non si sapesse che il bonus 80 euro è una piccola grande aberrazione, sotto molteplici aspetti. Solo che qualcuno lo aveva visto e previsto, da subito. Altri no, per ignoranza e/o malafede. E a poco serve, oggi, fare la somma algebrica tra chi ha preso il bonus e chi lo ha perso in sede di conguaglio, perché esistono delle evidenti (pur se non a tutti) asimmetrie riconducibili al concetto di efficacia ed efficienza nel disegno di un sussidio. Dietro il quale vi sono delle persone, come amerebbe dire il nostro premier.

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