Sul Foglio compare una lettera al direttore firmata dall’ex ministro del Bilancio della Prima Repubblica, al secolo Paolo Cirino Pomicino. Anzi, ‘O Ministro, come era noto all’epoca. In essa, Pomicino critica la debolezza della Nota di aggiornamento al DEF (per gli amici, NaDEF), che trova priva di coraggio. E poiché l’ex ministro, per sua ammissione, non appartiene alla categoria dei “critici permanenti” ma “si impone” di far seguire la pars destruens dalla pars construens, ecco la sua ricettina appena sfornata.

Commento rapido alla Nota di aggiornamento al DEF licenziata dal Consiglio dei ministri del governo Conte 2 il 30 settembre. Tra flessibilità e “lotta all’evasione fiscale”, il nulla rivestito dal deficit. Ma c’è una clausola di salvaguardia domestica: la “rimodulazione” delle aliquote Iva, per poter fare gettito vero e indorare la pillola ai gonzi con la lotteria in stile portoghese. Nel frattempo, tutto quello che nel corso degli anni ha irrigidito il bilancio pubblico (80 euro, Quota 100, Reddito di cittadinanza) resta dov’è, limitando i margini di manovra e costringendo una classe politica fallita a pompare le aspettative dei sudditi in modo parossistico. Eppure funziona, almeno per ora. Buon ascolto.

di Vitalba Azzollini

Il prossimo 3 ottobre la Commissione Affari costituzionali della Camera riprenderà l’esame del disegno di legge sulla cittadinanza (ius culturae), presentato nel marzo 2018; solo qualche mese prima era naufragato un testo sul medesimo tema. Al momento sarebbe inutile soffermarsi su specifiche disposizioni, e non solo perché è stato annunciato che vi saranno proposte da parte di forze politiche diverse, dunque è da attendersi che il contenuto sia modificato; ma soprattutto perché già si dice che questo provvedimento non è una priorità per il Paese.

Pubblicato da Istat il dato sul mercato italiano del lavoro in agosto. Balza all’occhio il robusto calo della disoccupazione, scesa al 9,5% da 9,8% rivisto di luglio. Ottima occasione per fare un po’ di esercizi di aritmetica e mettere a tacere i festeggiamenti. Lo so, rischio di diventare monotono e probabilmente più che un rischio è già una certezza, ma lo sono anche i trombettieri dell’ottimismo infondato.

Mentre attendiamo di conoscere i dettagli della Nota di aggiornamento al Def, gli spifferi che escono dalle buche delle lettere chiamate giornali sembrano andare tutti in direzione della conferma dell’aumento Iva, almeno sull’aliquota intermedia del 10%. Ma con lo zuccherino del “rimborso” per chi acquista con carta e non in contanti. Un perfetto gioco delle tre carte. Di credito o bancomat, in questo caso.

Iniziamo come sempre con l’attualità economica e politica, interna ed internazionale, con la revisione (al rialzo, ça va sans dire) del rapporto debito-Pil italiano e le grandi opere bloccate per mancata nomina dei supereoi-supercommissari e i primi 9 chilometri di tratta Tav dal versante francese, quella che per qualcuno non è mai esistita.

  • La più facile delle profezie: balzelli “verdi” e “salutisti” per coprire deficit e spese correnti. Ma la pulsione a rieducare le masse a mezzo di tassazione è irresistibile, per i nostri ingegneri sociali;
  • Attendendo la legge di bilancio, basta col debito italiano: è ora che il debito lo faccia l’Europa. Parola del presidente di Confindustria. Nel frattempo la nostra cosiddetta crescita verrà, ancora una volta, dallo “scampato pericolo” dell’aumento Iva;
  • Misure urgenti, urgentissime, praticamente differibili;
  • Te la do io l’Estonia: il brainstoming verso la cashless society del paese che ha lasciato il cervello parcheggiato in zona rimozione forzata;
  • Che si tratti di appalti sotto soglia, cioè di dimensioni contenute, o di grandi concessioni, l’Italia mostra una non comune capacità di ledere la concorrenza;
  • Inaugurate le commissioni scientifiche antiscientifiche. Dove? In Italia, che domande;
  • Affinità elettive: mai stati sulla luna, mai esistito uno scavo Tav dal versante francese;
  • L’epoca dei lumi. Spenti;

Come ogni anno, impazzano le “soluzioni” da inserire nella legge di bilancio per raggiungere la felicità. Quest’anno, un gradito ritorno: lotta all’evasione e criminalizzazione del contante. Leggiamo di “proposte” che durano lo spazio di un mattino ma sono comunque suggestive perché illustrano vividamente a cosa può arrivare un paese profondamente malato. Un vero brainstorming ma senza il cervello, in pratica.